Grasso non vuole finire al museo di Renzi, respinte le pregiudizialità votazioni prossima settimana

. Politica

"Non si possono relegare le istituzioni in un museo", Pietro Grasso risponde al premier Renzi dopo alcuni giudizi a lui attribuiti dalla stampa, sull'intenzione di abolire il Senato nel caso venissero dichiarati ammissibili dal presidente del Senato gli emendamenti all'articolo 2  della riforma, nella parte già approvata in copia conforme dai due rami del Parlamento. Ora servono altre due letture sempre in copia conforme per dare il via libera definitivo alla riforma madre di tutte le riforme. Grasso ha anche indicato quella che ritiene la strada migliore (ndr. ma che a questo punto appare difficilmente dopo strappi e contro strappi), dicendo di coltivare: "la remota speranza che la politica chiamata a scelte fondamentali per il paese possa far sua la capacita' di fare del confronto leale e della comprensione reciproca la modalità principale della sua azione, piuttosto che far trapelare la prospettiva che si possa fare a meno delle istituzioni relegandole in un museo". Palazzo Chigi smentisce che Renzi abbia detto di avere intenzione di abolire il Senato per farne "un museo delle istituzioni della Repubblica".  "Frase volgare ed assurda che Renzi non ha pronunciato, ne' pensato o riferito", la spiegazione. Smentita che vale per la frase ma che non entra nel dettagli di quel piano B, cioè di quel "vedremo che cosa fare se Grasso dovesse ritenere emendabile l'articolo 2". Frase del resto detta pubblicamente da Renzi in conferenza stampa. Sono schermaglie parole anche dure che si stanno scambiando i protagonisti politici di questa vicenda. Come sempre più delle parole conteranno i fatti a partire da quella che sarà la decisione di Grasso. Attesa da tutti con trepidazione. La riforma dipende anche da lui, perché una sua decisione sul'ammissibilita'  degli andamenti farebbe ricominciare tutto da capo. Intanto l'aula del Senato ha bocciato, con un'unica votazione, le pregiudiziali costituzionalità presentate da M5S, Lega, Fi e Sel. Poi si e' aperta la discussione generale che proseguirà fino a mercoledì' prossimo, quando scade il termine per la presentazione degli emendamenti. I voti contrari, cioè' quelli a favore della riforma e di Renzi sono stati 171, ben al di sopra dei 161 voti che occorreranno per approvare tutta la riforma. Se il buon giorno si vede dal mattino...

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