Riforme, Bersani raccoglie ramoscello d'ulivo di Renzi "ma niente giri di parole, modifiche in art.2"

. Politica

Pier Luigi Bersani raccoglie il ramoscello d'ulivo di Renzi, che sarà poi quello che discuterà la direzione di lunedì, dove si vedrà se ci sarà un'intesa  in vista delle votazioni sulle riforme, che cominceranno mercoledì della prossima settimana nell'aula del Senato. Ma detta le sue condizioni, che dovranno essere improntate ad una massima chiarezza: "Leggo di disponibilità a discutere modifiche sul Senato. Sarebbe davvero una buona cosa. La questione di fondo  e' semplice, bisogna che, in modo inequivocabile, siano i cittadini elettori a decidere, e questo può solo essere affermato dentro l'art.2 del provvedimento". Bersani affida il suo pensiero a Facebook (ndr. Renzi preferisce invece Twitter) per spiegare: "E' su questo che si vuole ragionare, seppur chirurgicamente? Bene. Se e' così lo si faccia con chiarezza e semplicità. Con la consapevolezza, cioè, che ambiguità, tatticismo, giochi di parole, potrebbero solo aggravare una situazione già complicata". Bersani fa riferimento al ramoscello d'ulivo lanciato da Renzi in vista della direzione di lunedì alla minoranza, per evitare dolorose fratture. Apertura riportata da Repubblica: "Il caposaldo e' che non si tocchi quanto nell'art.2 e' passato con la doppia lettura conforme di Camera e Senato. Sul resto siamo disponibili. Non solo sul nodo dell'indicazione dei consiglieri-senatori da parte dei cittadini, ma anche   del nuovo Senato e sull'elezione di due giudici costituzionali". Quanto al modo per arrivare all'obiettivo, Renzi non sembra molto interessato alle tecnicalita' costituzionali. L'ipotesi più semplice sarebbe quella caldeggiata da Giorgio Tonini e ammessa anche dal ministro Boschi. Un'operazione chirurgica appunto limitata al comma 5 dell'art.2, già modificato dalla Camera e quindi riparabile senza problemi, di un'ulteriore lettura da parte del Senato. Renzi vuole che rimangano solo le due ultime letture previste per le leggi costituzionali. Visto che siamo già alle prime due, il premier intende fare solo gli ultimi due passaggi, prima alla Camera ed infine in copia conforme al Senato. Per arrivare a questo non deve essere cambiato nulla di cio che e' stato approvato nello stesso testo. Il risultato potrebbe essere quello di avere le riforme approvate in via definitiva nei primi mesi del 2016. Magari per riuscire ad andare al referendum confermativo insieme alle amministrative di primavera.

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