Riforme: I dubbi di Bersani, la sicurezza della Boschi, domani giorno della verità nel Pd

. Politica

Bersani comincia ad avere qualche dubbio, "forse qualcuno cerca un pretesto", mentre la Boschi e' assolutamente fiduciosa di arrivare all'approvazione delle riforme costituzionali in seconda lettura entro il 15 ottobre. Poi servirà un'altro passaggio alla Camera, prima di passare, dopo tre mesi (come prescrive la Costituzione) alla doppia conclusiva approvazione dei due rami del Parlamento in copia conforme. Entro aprile le riforme potrebbero essere una cosa fatta. E con il monocameralismo cambierà veramente tutto, sarà terza Repubblica. Per la Boschi la porta del dialogo e' sempre aperta ma senza veti. Far passare la riforma al Senato anche senza i voti dei 25 dissidenti del Pd, contando sull'apporto di senatori eletti con il centrodestra e guidati da Verdini? Bersani risponde in un'intervista al Correre: "Ci pensino, se vogliono fare la riforma della Costituzione con noi o con Verdini. Vedano un po' loro-Io non posso correre dietro a tutti e ripetere tutti i giorni, da tre mesi, la stessa cosa. Quel che temo e' che stiano cercando pretesti, magari perche' hanno qualche discussione tra loro". Sulla trattativa cosa e' successo bisognerebbe chiederlo a loro. "Per me un'intesa che dica 'decidano gli elettori' può essere scritta in qualsiasi comma dell'art.2. Mi sta bene tutto. Purché si faccia senza ambiguità, senza seconde intenzioni  trucchi verbali". L'ex leader del Pd dice di non sapere cosa abbia inceppato la trattativa:"Francamente non lo so, ma devo dire che sono anche un po' sorpreso, perché leggo di intese che si fanno e che si rompono, quando io invece non ho avuto nessun contatto diretto". Infine esclude di volere fare cadere il governo: "Io non rompo. Ho solo detto una cosa che pensavo fosse chiara da tempo e cioè che devono essere i cittadini a eleggere i senatori. E da qui, ho aggiunto, non ci si scosta". Mercoledì inizieranno, terminata la discussione generale, le votazioni in Senato. Ma domani  e' il giorno della verita' nel Pd. Si riunira' la direzione che dovra'  decidere e votare sulla linea del partito. Si vedrà se sarà accordo oppure no. Ma non e' mai detta l'ultima parola fino all'ultimo in politica. Anche se domani non si trovasse l'intesa c'e' sempre tempo fino al momento del voto.

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