Renzi e la legge Acerbo, che porto' al potere Mussolini, la malizia degli ex comunisti e di una certa destra. Un "falso" d'autore...

. Politica

Da tempo nei corridoi di Camera e Senato, dove di chiacchiere e di pettegolezzi ne girano tanti, da fare invidia ad bar dello sport, e spesso con una competenza solo apparente, circola la voce delle riforme, in particolare quella elettorale e quella che di fatto sopprime il Senato, almeno come Seconda Camera, uguali alla legge Acerbo. Cioè a quella legge che permise a Mussolini, con una maggiorana a relativa, di prendere il potere assoluto. L'accusa: "Renzi non sta riformando il sistema politico per renderlo più veloce ed efficiente. Renzi sta letteralmente cambiando la forma e la natura dello Stato uscito nel 1948 dall'Assemblea costituente". "Se poi si unisce alla riforma costituzionale quella della legge elettorale, con il premio alla lista anziché alla coalizione il quadro si completa". Sono in molti anche a ricordare come l'attuale Senato, al quale inizialmente pero' il Pci era contrario, era stato pensato dai costituenti come parte fondamentale dei pesi e contrappesi con la Camera, per evitare che il poter si concentrasse troppo nelle mani di un partito. Ma sono passati quasi settant'anni, e forse l'Italia di pesi e contrappesi non ne può più. Tutto e' complicato, c'e' la burocrazia, per approvare una legge servono a volte decine di letture, ed a volte molte si arenano. Allora l'Italia usciva da una dittatura senza neppure sapere chi la avrebbe governata, rimase tutto in bilico fino alla netta, quanto imprevista almeno in quei termini, affermazione del 48 della Dc sul fronte popolare di comunisti ( che mai arriveranno nella loro storia al potere) e socialisti. Tanta acqua e' passata nel fiume della storia ed anche la cosiddetta seconda Repubblica non e stata che una replica della prima (vale a dire ad asseto istituzionale immutato), solo con una legge elettorale maggioritaria che ha affondato il vecchio sistema. Dove vinceva chi prendeva l'1 o il 2 % in più. Non cambiava mai niente, con gravi ripercussione sull'efficienza dello Stato. Ora arriva il giovanotto toscano, che prima si prende il Pd, poi palazzo Chigi e poi riforma la Costituzione. Ma di che spaventarsi? Il sistema e' democratico e consente a chiunque di concorrere per potere vincere. Se poi sarà Renzi a vincere sarà merito suo, e soprattutto merito suo sarà di avere innovato anche in vista di un suo successore che potrebbe avere anche una casacca diversa.

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