Effetto atomica sul Pd se arruola Verdini, meno 7 punti. Alfano "l'illuso" e la doppia maggioranza di Renzi

. Politica

Renzi veleggia tranquillo nelle aule parlamentari, con la sua doppia maggioranza, frutto dei "tradimenti" a Berlusconi. Sara' lui a decidere come e quando andare a votare per incoronarsi imperatore della Terza Repubblica, da lui fondata. Proprio per questo e' lecito aspettarsi che non appena la Terza Repubblica entrerà in vigore e cioè dopo la l'approvazione in terza e quarta lettura da parte di entrambe le Camere, in copia conforme,  a distanza di tre mesi dal prossimo voto di Montecitorio e dopo il referendum confermativo, si andrà a votare. E' anche logico, se si cambia radicalmente l'assetto costituzionale, le elezioni sono la naturale conseguenza. Data probabile primavera 2017. Intanto Renzi sfrutta la doppia maggioranza , con Alfano (al quale ultimamente non risparmia lodi. Ma attenzione al "Stai sereno") al governo e con Verdini in Parlamento. Sembra che Renzi in cuor suo preferisca di gran lunga Verdini ad Alfano e non solo per le comuni origini toscane. Di Verdini si fida, di Alfano  un po' meno e soprattutto della sua sparuta pattuglia con in testa quel Lupi, al quale ha imposto di andarsene da ministro per un orologio regalato al figlio. Cose ben più gravi sono sate poi perdonate per la "causa comune". Ora pero' esce un sondaggio terrificante per un futuro partito della Nazione che vedesse coinvolto Verdini. E poco tempo fa ne era uscito un altro analogo in caso di alleanza con Alfano. Renzi perderebbe in un colpo solo 7 punti secchi. Indigeribili i "traditori" del centrodestra, per giunta molto chiacchierati per vicende giudiziarie, per essere accolti a braccia aperte dalla sinistra. Meglio l'astensione o addirittura Grillo. Secondo la Ghisleri il Pd passerebbe dall'attuale 32% al 25%, superato da Grillo che diventerebbe il primo partito al 31, 6% e con un'alleanza di centrodestra (Forza Italia, Lega e Fdi) al 29,1%. Poi la sinistra del Pd tra l'8 ed il 10%, senza Bersani e addirittura al 13% con l'ex leader della "Ditta". Ora Renzi e' abile, sa tutto, valuta tutto. E difficilmente farà passi falsi. Sa che ora gli servono sia Alfano che Verdini, poi vedrà magari accontentando, ma solo personalmente Verdini e qualche suo fedelissimo. Il resto finirà a mare, forse compreso, Alfano,  l'ex delfino di Berlusconi che corre il rischio di finire in pasto agli squali. Anche perché se e' vero che sicuramente Alfano e Verdini fanno perdere voti e' altrettanto certo che non ne portano. Nell'attuale situazione con un distinguo dal Pd, Alfano viene accreditato del 2,5%. Se poi dovesse confluire a sinistra a seguirlo sarebbe solo l'1%. Di Verdini poi non si parla neppure di percentuali ma  di qualche centinaio di voti. Allora cosa spera "l'illuso" Alfano?  Che Renzi riveda la legge elettorale, aprendo al premio alla coalizione anziché  alla lista. Così' da potere entrare nella coalizione. Ci sono pero' due grossi ma. Renzi non cambierà mai la legge elettorale, già approvata in via definitiva. Sarebbe sconfessare tutta la sua strategia. E se mai dovesse essere Alfano farebbe perdere voti al Pd anche se entrasse in una coalizione. Se appena la sinistra del Pd dovesse sentire l'odore di delfino si allontanerebbe, peggio che se fosse di sardine andate a male.

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