Berlusconi "Faro' il regista non il premier". La sindrome delle "chiavi di casa" , con Renzi si annusa per il partito della Nazione

. Politica

Il partito della Nazione, aspirazione politica di Renzi, difficilmente nascerà, almeno per ora. Forse i tempi non sono ancora maturi. Deve prima entrare in vigore la Terza Repubblica e dispiegare i suoi effetti, che il premier ritiene positivi. Poi il mondo politico probabilmente si adatterà e cambiera' anche molto. Il Partito della Nazione sarebbe poi nient'altro che un Centro con il trattino, e questa volta a seguire, sia destra che sinistra. Una specie di Dc rinata dalla balena bianca di pansiana memoria, non più strettamente clericale ma sempre protesa a rappresentare tutte le classi sociali ed i vari interessi. Certo che per un progetto simile sia Alfano che Verdini appaiono inadeguati, innanzitutto perché farebbero perdere solo voti a Renzi, come dimostrato dai sondaggi, rappresentando a livello elettorale assai poco di poi delle briciole. Per un simile ambizioso progetto politico per Renzi c'e' bisogno di Berlusconi, che anche lui sicuramente farebbe perdere voti, ma che ne porterebbe altri forse di più di quelli che ora gli accreditano, rappresentando ancora larga parte dei moderati. Perché potrebbe rappresentare al meglio quella che una volta era l'area dorotea, cioè la più conservatrice, della Dc. Berlusconi lo sa bene, forse ci pensa. Forse ci pensa anche Renzi. Ma nessuno dei due vuole fare passi affrettati e magari sputtanarsi politicamente ricevendo alla proposta un rifiuto. I due diciamo così si annusano e non da ora. Tanto che Berlusconi, che  la "sindrome delle chiavi di casa", ce l'ha comunque congenita, non si sbilancia più di tanto su future alleanze. Dice, e lo dice da molto, che deve incontrare l'altro Matteo, quello leghista "perché l'alleanza sa da fare". Come, eravamo insieme quando sul tavolo c'era la secessione e non ora? dice. Ma tutto slitta perché  forse in fondo in fondo Berlusconi di Matteo preferirebbe l'originale. Intanto annuncia anche alla cena per il suo compleanno con i parlamentari di Fi il suo ritorno campo a tutti gli effetti. La sentenza da lui tanto attesa di Strasburgo sulla decadenza potrebbe slittare al 2016. Una cosa e' certa, nonostante la ritrovata forma, e' dimagrito di 14 chili, non correrà per palazzo Chigi. " Il premier? No, non ho più l'eta', faro' il regista e rimarrò a vita ill leader di Forza Italia". Bisognerà vedere a chi passera' la palla. Nulla e' scontato soprattutto con il Cavaliere. Infine le questione di cuore: "Ho preso la villa a Francesca non per separarmi ma per avere con lei più intimità. Arcore e' diventato un porto di mare",

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