Carta di credito del Campidoglio, procura apre fascicolo. Vini pregiati "ricaricati" anche di tre volte e cene sotto casa

. Politica

Guai o almeno rogne per Ignazio Marino, sempre al centro delle polemiche. Non si può dire che siano giorni sereni per il sindaco di Roma, travolto dalle chiacchiere per il suo ultimo viaggio in America, con relativa "scomunica" papale, "Non lo invitato io, chiaro!". La la procura di Roma ha aperto anche un'inchiesta sulla base degli esposti presentati da Fratelli d'Italia e dai grillini. Nel mirino le spese di rappresentanza sostenute da Marino con la carta di credito del Campidoglio. Davvero un po' tante, sicuramente di molto superiori a quelle di Mattarella e molto probabilmente dello stesso Renzi. Oltre 150 mila euro all'ano, 12500 al mese. Cene da lui dichiarate istituzionale, ma molte avvenute nei weekend o nei gironi festivi, nel ristorante sotto casa. Quello che colpisce sono in vini. C'e' da dire che Marino se ne intende davvero. Preferisce i bianchi ma con una bella bistecca non disdegna il rosso. Così nei suoi conti si trovano un Gerovassiliou Sauvignon Blanc da 93 euro,uno champagne Richard Lucien Gran cruc da 80 euro, un amarone da 80 euro un Sanct Valentin Sauvignon da 70 euro. Prezzi pero' assurdi, ricaricati dai ristoranti di tre volte, come nel caso del Sanct Valentin, che pur essendo uno dei migliori bianchi italiani, in enoteca costa sui 20 euro. Quindi anche poca attenzione al conto… a pensare male, tanto paga il Campidoglio...

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