Roma-Milano: Il tramonto delle coalizioni, decisivi i candidati. Ne' Renzi, ne' Berlusconi vogliono primarie, l'influenza del Vaticano

. Politica

Ormai le riforme andranno in porto, la cosa appare certa. Sara' una grande vittoria di Renzi che si potra' a ragione intestare il merito di avere inaugurato la Terza Repubblica, con il primo vero riassetto istituzionale, dopo la Costituzione. Cosa mai riuscita a nessuno, nemmeno in parte. Fine del bicameralismo e voto diretto solo per la Camera con maggioranza assegnata alla lista che prenderà almeno il 40% od in alternativa che vincerà il ballottaggio. Ora il prossimo e decisivo appuntamento elettorale sono le amministrative di primavera, dove si voterà in alcune grandi citta' come Milano, Roma, Napoli, Torino e Bologna.  E sono in corso le grandi manovre per le candidature, con Renzi che sull'ala del successo non vuole e non può sbagliare una mossa. Almeno per le principali realtà non vuole le primarie, vuole essere solo lui a scegliere, tenendo ben lontano dalle poltrone che contano la vecchia Ditta. Pensa a personalità attive nel mondo del lavoro o a gente che abbia già dato prova delle sue capacita' nella difficile gestione della macchina statale. Prepara insomma nei fatti il suo futuro partito della nazione, pur senza dirlo esplicitamente. Non intende inimicarsi una certa sinistra, quella ad esempio di Pisapia, che ha ricevuto a palazzo Chigi, chiedendogli di concordare su una candidatura, ma non intende neppure farsi condizionare. Anche Berlusconi e' convinto che sia finito il tempo delle coalizioni in senso stretto, pur trovandosi accerchiato da Salvini, che invece punta a scelte di partito, tipula Meloni per Roma. Per il Cavaliere il tempo sta per scadere e ha annunciato che entro un paio di settimane ci saranno i nomi, prima probabilmente Milano e poi Roma. Per non indispettire Salvini, magari concederà qualcosa di più per Milano per poi invece puntare su una candidatura alla Marchini per Roma. Ma attenzione, questa volta c'e' anche il Vaticano. Che ovviamente se ne guarda bene dall'intervenire od interferire direttamente, ma che sta riacquistando nell'opinione pubica un peso sempre maggiore. Tanto che alcune cose si stanno muovendo e non e' mistero che Oltretevere vedrebbero bene una candidatura tipo quella di Alfredo Antoniozzi, ora con Alfano. E su certi progetti sono aperte discussioni, se  e' vero che un vecchio volpone della politica come Cicchitto, ora anche lui con Alfano, racconta che bisogna cambiare gli schemi ed adottare un altro gioco, fuori dalla classica dicotomia tra i due poli, ovvero, fare una lista civica di emergenza che metta insieme le forze più responsabili del centrodestra e del centrosinistra. Anche per battere Grillo. Al Vaticano non dispiacerebbe certo questa santa alleanza.

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