Alfano, basta giochi sulla pelle di Roma. A Roma serve qualcosa fuori da schemi tradizionali

. Politica

Angelino Alfano, per una volta tanto interviene da leader, o forse sarebbe meglio da co-leader, e dice: "Basta giochi sulla pelle di Roma". Sceglie il Messaggero, il quotidiano romano, per la sua intervista, e spiega: "Da Marino minacce gravi, con il commissario salveremo il Giubileo". Intanto Marino rinfrancato da uno sparuto gruppo di sostenitori (ma non mancano nomi eccellenti come la Ferilli e Gasmann, che da gente di sinistra sente puzza di bruciato...) si difende "Io trattato come Provenzano", ma conferma, "domani formalizzo dimissioni". E parla di un complotto anche se il "vizzietto" delle ricevute lo aveva già colpito, fu cacciato dall'ospedale di Pittsburg, quando era chirurgo: "Sono avvilito, c'era una volontà precisa di farmi fuori da subito. Mia moglie non può più uscire di casa". Poi scarica, come suo solito, le responsabilità', sempre su altri: "In questo cavolo di Campidoglio e' tutto difficile, anche riuscire a mettere insieme le ricevute". Alfano parla chiaro: "La Capitale non può essere lasciata nell'incertezza, ci vogliono maggiore rigore e più serietà". Ancora: "Siamo al lavoro, il governo garantirà le opere necessarie per il Giubileo". Un'assicurazione per il Vaticano, al quale Alfano non dispiace. Poi parole dure: "Il comportamento e le minacce del sindaco sono gravissime e ingiustificabili. Nomineremo presto un Commissario per il Giubileo per garantirne l'efficienza" . Fin qui un riassunto di quello che pensa anche Renzi sulla situazione romana. Per passare alla parte più interessante e politica: "No ad alleanze con Salvini perché e' contro l'Europa e vede il Mediterraneo come un mare di morte". Questo e' un punto di unione tra il Pd renziano ed un certo centrodestra. Anche Renzi ha parlato di necessita di sconfiggere al Nord il blocco leghista. Con il Vaticano molto interessato alla possibile opzione. Alfano spiega: "A Roma ci vuole qualcosa al di fuori degli schemi tradizionali". Dice questo per Roma, perché parla al Messaggero, ma pensa la stessa cosa anche per Milano e Napoli. Come Renzi, che forse lo manda in avanscoperta. "Di certo sta succedendo  qualcosa di nuovo - il ragionamento di Alfano - la parte del Pd vicina a Renzi ha compreso che andare dietro alla vecchia sinistra significa tornare alle vecchie sconfitte. Il Pd, che ha vuto finora il governo della ditta, dovra' compiere una scelta. Noi invece dobbiamo cominciare da subito a individuare una personalità civica, non espressione dei partiti sulla quale convergere". Alla Ditta di Bersani parole che non piaceranno di certo. Dalle prossime amministrative di primavera si vedrà cosa succedera per i futuri scenari politici. Quella che propone Alfano in sintesi e' un po' una santa alleanza tra "il meglio" (ndr. naturalmente giudizio per la chi la vuole) del centrodestra e delcentrosistra. Con esclusione di Salvini e della vecchia "Ditta" Bersani e compagnia, 

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