La vittoria di Renzi, riforme approvate con 179 voti. Ora tocca alla Camera in quarta lettura. Ad aprile referendum insieme a comunali?

. Politica

Grande vittoria di Renzi. Alla fine ce l'ha fatta e le riforme, che mettono fine al bicameralismo e che di fatto relegano il Senato ad un muso istituzionale, sono state approvate. I si' sono stati 179, ben al di sopra dei 161 necessari. Evitate trappole ed imboscate e superati brillantemente dal governo anche diversi scrutini segreti, grazie all'accordo raggiunto con la sua minoranza (indicazione dei nuovi 'consiglieri-senatori' da parte dei cittadini e nomina successiva da parte dei Consiglio regionali) e all'alleanza con il suo amico Verdini, che ha a lasciato Berlusconi, insieme ad una bella pattuglia di parlamentari I voti contrari sono stati 16 e 7 gli astenuti. Forza Italia e' rimasta in aula ma non ha partecipato al voto. Aventino invece per Lega, M5S e Sel. Calderoli ha lasciato l'aula con in una mano la Costituzione e nell'altra una bottiglia di olio di ricino. Tweet di Renzi: "Grazie a chi continua a inseguire il sogno di un'Italia più semplice e più forte.Le riforme servono a questo". Momenti di tensione quando ha parlato Napolitano con alcuni senatori che hanno lasciato l'aula per non ascoltare "un golpista". il pittoresco Scilipoti ha esposto un foglio con su scritto "2011". Quando Berlusconi fu costretto alle dimissioni. C'e' stato un colloquio tra due "grandi vecchi", e "grandi" sostenitori delle riforme,  Verdini e Napolitano, subito notato, fotografato e postato dai cinque stelle con sotto scritto: "Verdini e Napolitano a colloquio. Ecco chi si appresta a stravolgere la Costituzione". Ora non ci sono più ostacoli sulla strade delle riforme, ma solo i tempi tecnici necessari trattandosi di una legge costituzionale. La Camera dovra' approvare le riforme in quarta lettura, ovviamente nello stesso testo, senza cambiare neppure una virgola. E con questa lettura si concluderà la prima votazione. (Nel senso di testi identici, anche se ci sono voluti quattro passaggi). Poi a distanze di tre mesi, seconda votazione, con doppia definitiva lettura, sempre in copia conforme, di Camera e Senato. Il tutto presumibilmente entro aprile. Poi il referendum confermativo, che non prevede alcun quorum per essere valido. Il sogno di Renzi e' quello di fare svolgere il referendum in primavera insieme alle elezioni nelle grandi citta'. Anche per dare un aiutino al suo Pd a Roma e Milano.

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