Segni, Bertinotti, Fini, Casini. Elenco di "suicidi" politici. Ora tocca ad Alfano con le riforme? Quagliariello "Eravamo in due a ballare l'hully gully…"

. Politica

La recente storia politica e' piena di "suicidi" politici. Incomprensibili tenendo conto che si tratta sempre di gente navigata in politica. Ma succede. E' stato così per Mario Segni, che poteva prendere la guida del centrodestra e nel 94 rifiuto' la proposta di Berlusconi, perché la moglie non voleva l'alleanza con Fini. Pesavano forse anche vecchie storie di famiglia… Che dire di Bertinotti che affosso', altro che compravendita di senatori, il governo Prodi, mettendo fine all'Ulivo e lanciando il Pd di vocazione maggioritaria di Veltroni. Poi prima Casini e poi Fini. Il primo per fretta, pensava che Berlusconi fosse già finito. Il secondo per stizza, odiava Berlusconi per ragioni famigliari. E in politica non si possono mai fare prevalere i sentimenti. Oggi tocca ad Alfano? Certo la riforma costituzionale combinata con la nuova legge elettorale, lo mette ai margini. E sarà costretto a rincorrere un tutt'altro che scontato 3% per entrare in Parlamento. Perché nonostante qualche piccola promessa, Renzi non cambierà mai la legge elettorale. Premio alla lista e non alla coalizione. Tutti i sondaggi indicano che se Renzi si alleasse con Alfano perderebbe una barca di voti, senza guadagnarne. Cosa farà  giustamente lo "spietato" Renzi, perché e' la politica ad essere spietata,  non e' difficile da immaginare. Chi ha visto con intelligenza quello che potrebbe accadere e' il senatore di Alfano, Gaetano Quaglairiello, nella sua dichiarazione di voto sulle riforme: "Se prima eravamo in due a ballare l'hully gully, adesso siamo in quattro a ballare l'hully gully. Perché nel Pd ormai ci sono due partiti. E perché' dal centrodestra e' nata una forza frutto di un autoproclamata operazione parlamentare senza retroterra territoriale, solo per aiutare Renzi". Quagliariello prosegue il suo ragionamento: "Per effetto del combinato disposto tra questa riforma e la nuova legge elettorale, Renzi ha sbiadito la logica di coalizione privilegiando la trattativa con la sua minoranza, secondo uno schema di autosufficienza". Ma c'e' di più: "Grazie all'apporto di Verdini, Renzi coniuga l'unita' del partito con la conquista dell'area del buon senso". "Naturalmente da affidare a lui con delega in bianco". Per Quagliariello e' finita una fase. Cosa vuole dire in sintesi? Che alla fine Renzi cercherà di tenere insieme il Pd, che scaricherà Alfano e che deciderà, in piena autonomia, come ringraziare Verdini ed i suoi con qualche posto in lista. Ma senza imbarcare nessuno. Perché' gli farebbero perdere voti. Se l'analisi fosse vera, avremmo la fine dell'ex delfino, malamente finito nella tonnara del suo ex compagno di partito Denis Verdini. Con la soddisfazione di Berlusconi, che lo ritiene sempre un "traditore", mentre di Verdini pensa che abbia, almeno al momento, idee diverse. 

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