Napolitano e le "patologiche ossessioni" di Berlusconi, dalla freddezza al ghiaccio (e alla quasi-querela...)

. Politica

Che tra Napolitano e Berlusconi non corresse buon sangue lo sapevano tutti e ne fanno fede le cronache politiche di questi ultimi quattro anni. E pure che l'ex-Cavaliere considerasse ancora aperta e sanguinante la 'ferita' della sua uscita di scena da palazzo Chigi, in quel caldo novembre del 2011, un'uscita, come dire, 'guidata' dall'allora capo dello stato che in mente aveva già l'idea di affidare l'incarico a Monti, appena nominato senatore a vita, e non quella di sciogliere le Camere e portare il paese alle elezioni, cosa auspicata dall'ex-premier. Ma ieri la reciproca freddezza si è trasformata in ghiaccio, in una polemica aperta, a distanza, con accenti al limite della querela. Proprio nel giorno dell'approvazione da parte del Senato della riforma costituzionale, l'ex-premier ha colto l'occasione di un incontro con i suoi parlamentari per ribadire quanto aveva già detto a Friedman nel suo libro circa la 'complicità' di Napolitano nella vicenda delle sue dimissioni. Insomma la storia del 'complotto' tanto cara agli azzurri. A stretto giro e dopo il suo intervento a palazzo Madama a favore della riforma (mentre Scilipoti se ne andava in giro tra i banchi sventolando un cartello con quella data, il 2011 appunto), Napolitano ha preso carta e penna ed ha scritto al capogruppo Fi Romani una lettera risentita il cui testo è stato immortalato dai fotografi sistemati nella tribuna stampa. L'ex-presidente della Repubblica non si è frena, è indignato e lo fa capire senza se e senza ma accennando alla "pietà" per le "patologiche ossessioni" di Berlusconi, tra cui ovviamente quella di un capo dello Stato 'complottista' impegnato con altri personaggi, dentro e fuori l'Italia, a far cadere il governo Berlusconi. Napolitano definisce tout court "ignobili" i giudizi di Berlusconi su di lui. Giudizi - aggiunge Napolitano - "che dovrebbero indurmi a querelarlo se non volessi evitare di affidare alla magistratura giudizi storico-politici; se non mi trattenesse dal farlo - conclude - un sentimento di pietà verso una persona vittima ormai della proprie, patologiche, ossessioni"...

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