La "Ditta" contro Renzi sulle tasse. Lui "battaglia ideologica". Matteo vuole abbattere il pregiudizio della sinistra

. Politica

Nella sinistra, e non e' forse un caso che da sola non abbia mai vinto le elezioni, c'e' un pregiudizio, antico ma sempre vivo. Quello sulla ricchezza. Non solo per quella ereditaria, di nascita o di rendita, ma anche per quella derivante dal lavoro svolto con relativi risparmi, piccoli o grandi. Ora Matteo Renzi questo non l'accetta, perché ritiene che la "battaglia ideologica" serva solo a cercare di logorarlo. Sostiene che l'abbattimento delle tasse rappresenti "una rivoluzione" e ovviamente non intende rinunciarci. Aveva dato tutto per scontato. "Vedrete che adesso partirà un nuovo tormentone", aveva avvertito i suoi. Il premier e' convinto che la diminuzione delle tasse, e per tutti, sia l'unico modo per ripartire e per questo ha intenzione di spiegare bene la manovra economica a tutti, a partire dal Pd. Appare anche amareggiato nei confronti della minoranza interna: "Non parlano mai male di Berlusconi o di Grillo, ma attaccano me. L'intento e' quello di logorarmi, ma io tengo duro". Ed e' anche convinto che se non fosse stato per la tassa sulla prima casa o per l'innalzamento dei contanti, Bersani e compagnia, si sarebbero inventati qualche altra cosa. Ora e' da valutare da parte sia di Renzi che della sinistra quale possa essere il punto di non ritorno. Perché ormai e' evidente a tutti che il PNR ( il partito nazionale di Renzi, nei fatti già presente) e l'opposizione interna, che prevalentemente e' rappresentata dagli ex comunisti, siano inconciliabili. Su tutto. In particolare proprio sull'economia che rappresenta l'indirizzo di un governo. Intanto la sinistra si prepara a dare battaglia mettendo a punto una sorta di controfinanziaria. Con due punti per loro irrinunciabili, che l'abolizione della tassa sulla prima casa non sia per tutti (per Bersani addirittura viola l'art.53 della Costituzione, che parla di progressività delle tasse) e l'innalzamento del contante, che sempre a loro avviso, favorirebbe l'evasione. Renzi che fa? Convoca il partito, dove ci sarà l'ennesimo scontro in direzione. Renzi e' disponibile solo a piccole modifiche, non certo ad intaccare la legge di Stabilita' che rappresenta il suo fiore all'occhiello, dopo le riforme.  Da Bruxelles arrivano buone notizie per Renzi. Fonti Ue assicurano che ci sarà il via libera. L'Italia per l'Europa e' più "solida" del 2014 e non ci "sarà alcuno rinvio". Il ministro dell'Economia Padoan assicura che c'e' un buon clima in Commissione a Bruxelles, anche se precisa che la trattava continua. Si discute soprattutto sullo "sconto" per i migranti, che potrebbe liberare ulteriori risorse di circa 3 miliardi.

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