Marino ci ha ripensato, niente dimissioni. Ma ce la farà il Pd a farlo cadere?

. Politica

Marino ci ha ripensato. Ha sciolto la riserva formulata il 12 ottobre ed ha ritirato le sue dimissioni. Una nota del Campidoglio delle 16,30 ha certificato il tentativo del sindaco di rimanere al suo posto. Fallito ieri sera il vertice con il commissario del Pd romano nonchè presidente del Pd Matteo Orfini, che gli ha rinnovato a nome del partito l'invito ad andarsene, e incassato, da Cuba, il 'game over' definitivo di Matteo Renzi, il sindaco-chirurgo deve aver fatto le sue valutazioni (e soprattutto i suoi conti) ed ha deciso di 'resistere, resistere, resistere' anche per non deludere i suoi sostenitori a quali aveva promesso domenica scorsa che non li avrebbe delusi. Oggi, a tre giorni dal 2 Novembre, la data in cui le sue dimissioni sarebbero diventate irrevocabili, il sindaco ha tratto il dado e innescato anche ufficialmente la sua 'guerra' politica con il Pd che lo ha scaricato da tempo, e non solo per gli scontrini. Ma ora lo scenario si fa ancora più complicato perchè per far dimettere 'a forza' il sindaco dovrebbero dimettersi tutti insieme almeno 25 consiglieri comunali (su un totale di 48). Quelli dem sono 19, tutti si sono detti pronti a togliere fiducia al sindaco come emerso anche stamane nel loro incontro con Orfini al Nazareno. Ne mancano 6. Ed è già partita l'opera di convincimento per far dimettere i consiglieri  necessari a superare 'quota 25', il nuovo obiettivo della strategia dem anti-Marino. Il sindaco non più dimissionario da parte sua conta evidentemente su una caccia infruttuosa da parte di un Nazareno piuttosto incartato e quindi sulla possibilità di rimanere al suo posto per l'incapacità dei suoi avversari di oggi, un volta suoi sostenitori, di raccogliere i consensi necessari per cacciarlo. Per staccare la spina al sindaco in Consiglio comunale servono solo i numeri, numeri che ci sarebbero anche perchè ai Dem potrebbero accodarsi altri consiglieri, anche più di 6: forse i 2 della Lista Marchini, Daniele Parrucci di Centro Democratico, i 2 di Fratelli d’Italia, Roberto Cantiani di Ncd, l’ex sindaco Gianni Alemanno, Alessandro Cochi del Misto, i fittiani Ignazio Cozzoli e Francesca Barbato e Marco Pomarici di Noi con Salvini. Resta l'incognita dei 5 stelle, pronti alla mozione di sfiducia per arrivare in primavera, dopo la parentesi commissariale a vincere le elezioni e strappare Roma al Pd. Ma questa è un'altra storia. Oggi la notizia è il ripensamento ufficiale di Marino e cosa farà il Pd per costringerlo a togliersi la fascia tricolore.  

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