Accordo Pd-pm milanesi per salvare Expo? Preoccupazioni nel partito per il Renzi a due velocità

. Politica

Dopo la grana per la vicenda del governatore De Luca accusato di concussione insieme alla giudice Anna Scognamiiglio per un presunto scambio di favori arriva anche la vicenda di una presunta trattativa tra il Pd e la procura milanese per non affossare i lavori  dell'Expo alla vigilia della sua apertura con nuove inchieste. Tanto se ne vuoi fare qualcuna e' sempre possibile. Al di la' poi delle risultanze finale. Nel tutto Mantovani di FI, per presunti favori nella ristrutturazione di sue case,  e' sempre in carcere, mentre per altri non viene usato lo stesso metro di giudizio. Il pubblico ringraziamento del premier alla procura milanese per la "sensibilita'" dimostrata in occasione dell'Expo sta sollevando l'ennesimo polverone di polemiche.  "Voglio ringraziare i magistrati di Milano per il rispetto rigoroso della legge", aveva detto Renzi. Con la spiegazione del ministro della Giustizia Orlando, da alcuni giudicata come la toppa peggio del buco: "Il rispetto istituzionale dimostrato dalla procura significa fare ciò che impone la legge". Nel tutto il procuratore capo di Milano, Brutti Liberati se ne va in pensione e nel suo ultimo discorso dice: "Nessuna moratoria". Ora bisognerà vedere se così sarà  o se con la sua pensione peraltro anticipata anche per lo scontro con il suo vive Alfredo Robledo, cadranno tutti i segreti e ripartiranno le inchieste. Da tempo circolavano voci in procura sull'esistenza di una moratoria tacita tra politica e magistrati per consentire all'Expo di svolgersi al riparo di retate ed avvisi di garanzia. Non sarebbe poi uno scandalo, visto il successo all'Expo. Se poi l'Italia si vuole fare male da sola, allora e' un altro discorso. Comunque per il "politico" Brutti Liberati, amico di Napolitano e messo li' in modo bipartisan e' un addio amaro. Ha beneficiato forse più la sinistra dimenticando qualche inchiesta nei cassetti, come quella sulla Sae, una bella rogna per giunta di Milano. Ma e' anche quello che ha evitato il carcere al direttore del Giornale Sallusti e ha aperto la strada all'affidamento ai servizi sociali di Berlusconi. Non appare affatto escluso di rivedere Bruti Liberati magari prossimamente alla Camera. Quella che e' una seria preoccupazione nel Pd e' che ci sia un Renzi a due velocità. Super nella sua efficace azione di governo. Impacciato, anche se per colpe non sue, sul versante di segretario del partito. Che sembra non controllare efficacemente in periferia, dove ne stanno succedendo di tutti i colori, passando ultimamente da Marino a De Luca. Ma non solo, soprattutto per una diffusa impressione che sia scomparso ogni baricentro e che nella cosiddetta periferia ognuno vada per conto suo, senza che Renzi abbia la forza di cambiare il corso delle cose. Gli spezzoni che stanno staccandosi a sinistra non hanno grandi prospettive elettorali. Ma possono essere determinati per fare perdere il loro ex partito e lo stesso premier, Renzi li rimbecca sostenendo che "essere di sinistra non e' organizzare piccoli partiti che non vinceranno mai" Ma loro lo sanno bene, forse meno chiari sono gli obiettivi. Una sconfitta di Renzi? Per toglierselo di mezzo. Non certo alle politiche perché' vorrebbe dire dare le chiavi a Grillo o a Salvini per i prossimi cinque anni. Le elezioni di primavera potrebbero essere utili per dare una spallata al premier, in vista del Congresso del Pd del 2017, che precederà le politiche? Renzi sa tutto, valuta e certo non si fara' trovare impreparato. Pur dimostrando una certa refrattarietà ad affrontare situazioni di crisi locali, dove rischia l'impopolarità, Renzi maestro nel cavalcare i successi dovra' ora rimboccarsi le maniche per fare anche il lavoro "sporco", quello che meno lo affascina, perché lo considera un residuo del vecchio modo di fare politica.

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