Duello Berlusconi-Renzi sul patto del Nazareno, con premier infastidito

. Politica

Una volta c'era il patto del Nazareno, quel "patto del diavolo" tra Berlusconi e Renzi per fare le riforme. Con tanta dietrologia su cosa contenesse. Naturalmente non occorreva essere dei geni della polita per capre che la prima cosa che interessava al Cavaliere era riavere l'agibilità politica, che gli era stata sbarrata dalla legge Severino. E doveva ancora essere eletto Mattarella e appariva altrettanto chiaro che una qualche forma di accordo doveva esserci. Ma poi le cose andarono in modo diverso, Renzi propose Mattaralla con l'appoggio di Bersani per andare incontro alla sua minoranza ed il patto ando' in fumo. Bisogna anche ricordare che Berlusconi provo' a fare il furbo, e Renzi se la lego' al dito, quando cerco' di prenderlo in contropiede alleandosi con Casini. Ora il Cavaliere rompe un lungo silenzio e si presenta a Porta a Porta e dice a Bruno Vespa che anche la "modifica della Severino era nel patto del Nazareno". Poi la Bergamini di Fi preciserà che Berlusconi si riferiva alla legittimazione politica. Ma cambia poco. Berlusconi fa anche una gaffe forse froidiana confondendo i due Matteo, e parla di grinta di "Matteo Renzi", intendendo invece Salvini. Il Cavaliere poi sostiene una sua ben nota tesi: "Renzi non e' un uomo di sinistra. Anzi appare alla sinistra come un vecchio Dc. nonostante la giovane eta'". "Una cavolaia totale", la prima reazione di un Renzi infastidito più che arrabbiato. "Un'invenzione senza fondamento" quello di un accordo segreto per la modifica della Severino Ancora: "Lui e' in affanno e vede che i voti dei moderati del centrodestra gli stanno sfuggendo e che il Pd fa presa anche li' e cerca di cavarsela raccontando una delle sue barzellette che non fanno ridere". Insomma  la sintesi di Renzi, che ritiene Berlusconi un po' "bollito" e': "non gli ho mai processo nulla e lui lo sa benissimo". Versioni contrapposte da due che il patto  del Nazareno seguivano da vicino. Il vicesegretario Guerini afferma: "Io ero presente, si discusse solo di legge elettorale", mentre Brunetta capogruppo di FI a Montecitorio spiega: "Parlai con Silvio e mi assicuro' che nel patto non c'erano sole le riforme".

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