"Il porto senza nebbia", la "rivincita" del "normalizzatore" Pignatone per sostituire la procura di Milano con quella di Roma come guida nazionale

. Politica

"Da porto delle nebbie si e' trasformato in porto franco", le sue inchieste ne alimentano altre in altri uffici giudiziari del paese. Così' la procura di Roma ha sostituito quella di Milano (in ristrutturazione dopo aspre lotte interne e il pensionamento del capo, Bruti Liberati) nel ruolo di procura nazionale guida che indirizza la lotta alla mafia ed al terrorismo e accompagna con il breviario penale la rivoluzione in Vaticano. Lo scrive sul Corriere Francesco Verderami. Ed e' un articolo che va letto per capire moto degli attuali rapporti tra politica e magistratura, con Pignatone il capo di Roma che sta disegnando un nuovo modello, molto lontano da quello di mani pulite di vent'anni fa. Scrive Verderami: "Il  rito romano e' diverso da quello ambrosiano perché diverso e' il contesto e il profilo dei protagonisti. il pool di Milano di Borrelli raggiunse picchi di notorietà tali da essere citato a memoria quasi fosse la formazione della nazionale. Oggi c'e' invece una squadra di magistrati guidata da un antidivo come Pignatone, che silenziosamente si sta preparando una rivincita rispetto a quei suoi colleghi che ne avevano ostacolato la carriera definendolo un normalizzatore". Pignatone cambia soprattutto il rapporto politica magistratura. Una volta volevano "rivoltare l'Italia come un calzino", ora invece lo stesso Pignatone invoca "il sostegno della politica per non costringere la magistratura al ruolo della supplenza e che assicura il sistema di non avere altri disegni se non quello di colpire le sue patologie". Ma proprio l'assenza del furore ideologico, l'abbandono del mito della lotta del bene contro il male, pongono la classe politica e soprattutto il Pd (che e' l'unico vero partito organizzato) davanti ad una sfida ancora più insidiosa, perché' il "potere e' nudo davanti al giudice". Nessuno stavolta può difendersi sostenendo di essere vittima di un intento persecutorio. E da parte della politica si scorgono segnali di un'apertura di credito verso questo nuovo corso giudiziario "impersonato da un magistrato rimasto (finora) immune dal virus del soubrettismo giudiziario che continua invece a minare la credibilità della sua categoria"

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