La casa di Montecarlo, venduta a 1,4ml di euro. la buccia di banana di Fini, politico onesto, che si incaponì per amore

. Politica

E' finita come alla fine tutti si aspettavano che finisse. La casa di Montecarlo di Giancarlo Tulliani, cognato rampante di Gianfranco Fini, svenduta nel 2008 da Alleanza nazionale (era di una nobildonna che aveva a cuore le sorti della destra italiana, e per questo l'aveva lasciata in eredita' al partito), e' stata appena ceduta con un'operazione che ha fruttato un guadagno netto di un milione di euro e qualche spicciolo a chi l'aveva da sette anni. Quando la proprietà passo' dal partito di Fini alla finanziaria offshore che l'affitto' a Tulliani, era stata valutata 300 mila euro. Pochi giorni fa e' stata rivenduta a 1.360 mila euro. Fu anche svelato il giro offshore, la ristrutturazione fu ordinata da Tulliani. Fini in Tv disse che la casa valeva 230.00 euro. Ma sulla sua buona fede non c'e'da dubitare, e' sempre stato un politico onesto. Solo che si incamponi' in questa vicenda che gli alieno' le simpatie di molti suoi amici e soprattutto del popolo che era missino. Fu visto come un tradimento dei valori, la macchia peggiore per uno di destra. Fini, all'epoca attirato gdalle sirene della sinistra che arrivarono pure a proporgli il Quirinale, purché abbattesse Berlusconi (doveva saper che mai la sinistra lo avrebbe mandato, lui ex camerata, al Colle, ne' in nessun posto di vero potere) era preso dal suo amore per la moglie Elisabetta. E imputo' le televisioni e i giornali di Berlusconi di parlare male della famiglia Tulliani. Da li' nacque un odio più personale che politico, che lo porto' ad affondare il governo Berlusconi. Senza di lui, complotto o no, Berlusconi non sarebbe mai potuto cadere nel 2011. Anno che segno' poi l'avvento di Monti e dopo le elezioni di Letta, per arrivare a Renzi. senza che nessun premier sia più stato eletto direttamente dal popolo. Se ne riparlerà per Renzi nelle elezioni previste per il 2018, ma che più probabilmente si svolgeranno nella primavera del 2017, a riforme approvate e referendum fatto.

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