Jihadisti convergono sulla Libia. Pinotti serve "coalizione internazionale". Riserbo dovuto su strategie

. Politica

Gli Jihadisti dell'Isis e di Boko Haram stanno convergendo sulla Libia e si stanno trasferendo massa a Sirte. Vogliono farne un'altra Raqqa, soprattutto se dovessero essere costretti a scappare dalla Siria e dall'Iraq a causa dei continui ed incessanti bombardamenti. La Libia rischia così di diventare il nuovo fulcro della stato islamico, con gravi problemi per l'Italia ad appena trecento chilometri di distanza dalle coste libiche, in linea d'aria. Tra i miliziani c'e' anche chi pensa di trasformare molto presto Sirte nella nuova capitale del Califfato. Da tempo i servizi americani stanno denunciando il pericolo, mentre tutte le forze occidentali in campo sono concentrate su SIris ed Iraq. Tra le altre cose i guerriglieri puntano come sempre ai pozzi di petrolio per autofinanziarsi ma anche alla tratta dei migranti. E per guadagnarci e per invadere l'occidente di musulmani. Infiltrandoci pur qualche terrorista pronto all'uso. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a Repubblica Tv, si e' detta "preoccupata" per l'Isis in Libia", anche se ha assicurato sulla grande attenzione dell'Italia. Gia' Renzi a Parigi aveva ammonito a non sottovalutare la situazione in Libia, alla luce degli ultimi avvertimenti dei servi occidentali. Naturale che L'Italia segua con interesse il pur difficile percorso negoziale tra Tobruk e Tripoli, dove regnano contrapposte fazioni, per arrivare ad una normalizzazione. Anche se tutto in quel territorio agitato da bande e tagliatola appare terribilmente difficile e dagli esiti imprevedibili. Per questo la Pinotti conferma un'idea già espressa dal premier italiano: "Occorre pensare ad una coalizione e stiamo prevedendo diversi scenari". "Comunque l'Italia e' vigile", la sua assicurazione. Naturalmente ha mantenuto il riserbo su quelle che saranno le strategie: "Queste sono cose che non si dicono".

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