Renzi "guarda", con ragione, alla Libia più che alla Siria. Forze speciali italiane già in Libia

. Politica

Lo scenario di questa nuova guerra mondiale e' vasto, ed ogni paese fa i suoi conti. Tutti uniti si' in Occidente nella lotta al terrorismo, ma poi i vari paesi sono divisi sulle singole scelte. C'e' l'Isis, ci sono la Siria e l'Iraq, ma c'e'anche la Libia. Con molti jihadisti, e le conferme arrivano non solo dagli 007 italiani, ma anche da quelli americani, che puntano su Sirte per farla diventare una seconda od addirittura la prima, in caso dovessero fuggire dal Medio Oriente per i bombardamenti, capitale del Califfato. E c'e' il problema che la Libia dista in linea d'aria appena trecento chilometri dalle coste italiane. E se alla fine i miliziani dell'isis potessero disporre di missili a lunga gittata che cosa potrebbe succedere? La distanza tra la Libia e Roma poi e' poco più di mille chilometri. Ed in giro ci sono armi per potere compiere questo tragitto. Poi ci sono le basi petrolifere dell'Eni in Libia, fondamentali per l'approvvigionamento di energia. Giustamente Renzi guarda con più preoccupazione alla Libia che non alla Siria. E così' ha già mandato un gruppo di Forze speciali a valutare la situazione ed a proteggere i pozzi trivellati dagli italiani. Lo ha rivelato un articolo del Foglio. Un intervento militare non e' all'ordine del giorno, ha precisato il premier. Ma intanto i soldati italiani sono già la'. 

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