La Boschi che "trema" per il codicillo "salva guai" per il papa' chiude secondo giorno Leopolda dopo averla polarizzata

. Politica

Tutto parte dalle accuse di Roberto Saviano che ha chiesto le dimissioni della Boschi evocando un suo conflitto d'interessi, riguardo al decreto salva-banche, per via del ruolo del padre, vice presidente della ormai famigerata Banca Etruria, quella che ha venduti bond carta straccia al povero pensionato suicida. Il tutto e' per un codicillo del decreto salva-banche: "Non c'e' decadenza dei requisiti di onorabilità per gli ex vertici". Tradotto vorrebbe dire che papa' Boschi potrebbe proseguire la sua carriera di banchiere anche dopo il terremoto. Magari non subito, ma si sa con il tempo le cose passano e ci si dimentica in fretta. Per Saviano anche se la Boschi non era, forse appositamente, presente in quel Consiglio dei ministri, il conflitto e' comunque "enorme" e se ne deve andare. Di più lo scrittore sostiene che se il tutto fosse successo ai tempi di Berlusconi "per tutti quelli che ora gridano allo scandalo per le sue dichiarazioni non ci sarebbe stato dubbio, si sarebbero invocate le dimissioni". Fioccano le reazioni pro e contro l'uscita dello scrittore. Il Pd difende compatto o quasi il suo ministro delle Riforme. Spicca la tesi di Pierluigi Bersani: "Il ragionamento generale di Saviano lo ritengo giusto e condivisibile, ma le dimissioni mi sembrano esagerate". Nel tutto la Leopolda e' sta "rovinata" dalla vicenda delle banche fallite e salvate a caro prezzo a spesa dei risparmiatori più deboli. Si erano rincorse voci di vario tipo, dimissioni comprese, la Boschi non si e' fatta vedere a Firenze, ma poi e' arrivata la rassicurazione per i suoi estimatori dentro e fuori del Pd, ci sarà. Anzi sarà proprio lei a concludere i lavori della seconda giornata della Leopolda.

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