"Non abbiamo scheletri nell'armadio", Renzi liquida le accuse sulla Banca Etruria

. Politica

"Noi non abbiamo nessun scheletro nell'armadio, lo dico a nome del governo, del Pd e anche a titolo personale", e' il  chiaro messaggio lanciato da Renzi nel suo discorso di chiusura della Leopolda. Ancora: "Chi parla di favoritismi sta insultando persone perbene. Nessun favoritismo del governo". Se Maria Elena Boschi ieri dallo stesso palco della Leopolda aveva evitato di invischiarsi nella polemica con Saviano che chiedeva le sue dimissioni per il ruolo del padre della stessa Boschii, Pier Luigi, che e' stato vice presidente della Banca Etruria, ci ha pensato oggi Renzi a mettere le cose a posto. Tra l'altro la sua e' una risposta che riguarda anche le critiche arrivategli personalmente dalle opposizioni sempre sull'Etruria. Fratelli d'Italia ed altri oppositori sostengono che il padre Tiziano insieme alla moglie si sarebbero "dimenticati di dichiarare a palazzo Chigi che erano rispettivamente socio e amministratrice di Party srl, una società in cui aveva una parte anche Lorenzo Rosi, ex presidente di Banca Etruria prima del commissariamento". Banca Etruria che sta diventando caso. Secondo il Sole 24ore la banca ha prestato ai suoi vertici direttamene o indirettamente 90 milioni, che sono diventati carta straccia, ovvero sono finiti tra i prestiti in incaglio o in sofferenza.

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