Consulta, fumata bianca. L'accordo Renzi-M5s taglia fuori Fi. L'ira di Berlusconi, "Mattarella sciolga le Camere"

. Politica

"Serve uno scatto" aveva detto Mattarella sul nodo dell'elezione di tre giudici costituzionali che si prolunga da mesi. E lo 'scatto' lo ha fatto Renzi chiudendo sui tre nomi per la Consulta un accordo-lampo con i pentastellati e tagliando fuori Forza Italia, una mossa che sembra aprire nuovi scenari politici con il 'requiem' definitivo per il patto del Nazareno. Così stasera il Parlamento riunito in seduta comune (era la 32/ma volta) ha eletto Augusto Barbera (espresso dal Pd), Franco Modugno (espresso da M5s) e Giulio Prosperetti, nome proposto dai centristi (69 anni, professore a Tor Vergata) come nuovi giudici costituzionali riportando la Consulta al suo plenum. Game over. Giochi finiti quando sembrava che si dovesse votare fino al giorno di Natale. Il quorum di 571 voti è stato superato da tutti e tre i candidati (sulla carta Pd, M5s, Ncd e centristi potevano contare su 649) sull'onda dell'intesa Renzi-Grillo e del 'gelo' calato tra il premier-segretario Pd e il partito di Berlusconi. Casus belli per la definitiva rottura, sembra di capire, lo scontro in aula tra Renzi e Brunetta avvenuto stamane, con il durissimo attacco del capogruppo Fi al presidente del Consiglio sia sulle banche sia sugli 80 euro alle forze dell'ordine definiti "una mancetta". Il tutto con successivo battibecco, con parole e toni forti. Il premier si sarebbe imbufalito e avrebbe colto la palla al balzo per 'scaricare' Forza Italia sottoponendo ai pentastellati una terna che escludeva il partito di Berlusconi rendendo i voti azzurri ininfluenti per la triplice elezione. In aula i parlamentari Fi hanno abbandonato i loro banchi, fuori della Camera, davanti alle tv, l'ex-premier e ex-Cav ha protestato, ha parlato di fatto "molto grave", di "occupazione" della Consulta che per la prima volta "non ha tra i suoi componenti nessun esponente riconducibile al centrodestra". Così non si può andare avanti, ha sintetizzato, ed ha consigliato a Mattarella di sciogliere le Camere: "Se fossi il Presidente della Repubblica scioglierei il Parlamento ed andrei alle elezioni" ha detto l'ex-Cav alla presentazione del libro di Vespa.
 

©in20righe - RIPRODUZIONE RISERVATA
Puoi leggerci da Smartphone e Tablet Pc direttamente su Google Play Edicola







Potrebbero interessarti:

I commenti sono chiusi