Boschi: respinta mozione sfiducia, appello ai sentimenti con tanto di "romanzo familiare" da libro Cuore della ministra

. Politica

La Camera dei deputati ha respinto, come era scontato alla vigilia, visti i numeri, la mozione di sfiducia presentata dal Movimento Cinque Stelle nei confronti del ministro delle riforme, Maria Elena Boschi (Mari per gli amici) per la questione della Banca Etruria con tanto di conflitto d'interessi. I voti a favore della sfiducia sono stati 129, 373 i contrari. La Boschi, vestita in nero, come le sue colleghe presenti nel banco governo, visibilmente emozionata si e' tormenta le mani prima di pronunciare a braccio il suo discorso di difesa. Scompare la freddezza dell'avvocato o della ministra per lasciare il posto ad un ragazza che fa una sorta di appello ai sentimenti, raccontando una sorta di "romanzo familiare", quasi da libro Cuore.Conclude tra gli applausi della maggioranza stringendosi all'amico Luca Lotti. Nega il conflitto d'interessi e soprattutto nega che la sua famiglia abbia mai avuto favoritismi dalla vicende della banca Etruria. Occorre ricordare che il padre Pierluigi e' stato il vicepresidente dell'Istituto nel quale lavorarono anche il fratello di Maria Elena e sua cognata. In pratica l'intera famiglia. La Boschi tocca anche le corde dell'emozione, quando parla del padre: "Io amo mio padre, sono fiera di lui. Ricordo la sua gioia quando venne ad assistere alla mia laurea. Siamo una famiglia semplice. Lui,figlio di contadini che per andare a scuola faceva cinque chilometri a piedi e 40minuti di treno. Se avrò la fortuna di essere madre, spero che mia figlia possa essere orgogliosa come lo sono io". Il che non vuol dire che il padre non abbia colpe. "Chi sbaglia paga e se mio padre ha sbagliato pagherà". Clausola, non solo di stile, che in qualche modo fa riferimento a possibili sviluppi sul fronte giudiziario.Nega anche che Banca Etruria possa definirsi "banca della famiglia Boschi" e nega plusvalenze familiari realizzate grazie al decreto Salva Banche. Poi parla di "pressapochismi,demagogia, maldicenze, bugie, malizia, ignoranza tecnica": E non solo: "So che fare il ministro a 34 anni può attirare invidie,ma non vi consento di mettere in discussione la mia onesta'". Il tutto con una chiosa preventiva, forse in risposta a Bersani. "Senza arroganza". In realtà se c'e' o no arroganza non le deve mai dire l'interessato ma gli altri. 

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