Visco difende operato Bankitalia e il Quirinale gli fa da scudo

. Politica

Giornate difficili quelle di Ignazio Vico, governatore di Bankitalia, finito nel mirino delle critiche per il pasticcio delle banche popolari e degli obbligazionisti che hanno viso diventare carta straccia i loro risparmi. Si dice che Visco fosse pronto a presentare clamorose dimissioni in polemica con Renzi che avrebbe gettato un'ombra sulla mancanza di "terzieta'"di Bankitalia sulla vicenda di Banca Etruria e della vendita di obbligazioni ad alto rischio. Per l'arbitrato che dovrà decidere sulle storie personali dei risparmiatori, ormai in guerra con contro gli istituti di credito, il premier ha infatti scelto Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità anti-corruzione. Visco pero' dopo avere incassato la piena fiducia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha deciso di rimanere al suo posto. Visco avrebbe subito chiamato il capo dello Stato al telefono per sapere se fosse stato informato dell'incarico a Cantone.Mattarella gli avrebbe risposto di no, invitandolo comunque al Quirinale. Un gesto simbolico ma al tempo stesso pieno di significato, vale a dire la manifestazione di una completa fiducia nell'operato del numero uno di Bankitalia. Pero' e' arrivata una smentita del Colle: "Visco non ha mai ipotizzato sue dimissioni". Per poi precisare "non c'e' stata tra i due nessuna telefonata e l'incontro al Quirinale era invece in programma da giorni".  In questo complicato puzzle politico, Visco, ha anche deciso di affidare il suo pensiero a Repubblica, per dire sostanzialmente due cose. La prima "E' stato fatto il massimo e sono state scongiurate altre crisi", oltre al solito ritornello: "Chi ha sbagliato pagherà". La seconda e'che "non vi e alcuna tensione col governo, con quale collaboriamo con assiduità e con impegno". Poi "non vi e' stata alcuna polemica per la decisione di affidare a Cantone, nei cui confronti e' nota la mia stima, gli arbitrati". Visco ha anche riferito che lo stesso Cantone gli ha telefonato venerdì mattina per confermare il suo apprezzamento a Bankitalia. Nell'introduzione all'intervista di Visco su Repubblica Fabio Gogo fa un'arguta allegoria: "Alle spalle del governatore di Bankitalia Visco, non c'e' più il quadro rinascimentale che raffigura San Sebastiano trafitto dalle frecce, allegoria di un incarico che contempla anche il martirio delle critiche. Lo aveva Guido Carli. Lo conservarono Paolo Baffi, che provo' sulla sua pelle il supplizio autentico e ingiusto di un'incriminazione e Antonio Fazio, che sperimento' quello non meno umiliante delle dimissioni tra le feroci polemiche sul suo operato. Ignazio Visco le frecce le vede pero' arrivare e piantarsi nella carne viva della fiducia nel sistema creditizio".

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