Mattarella difende Visco "No a conflitti tra istituzioni" e "messaggia" Renzi

. Politica

Il capo dello Stato coglie l'occasione degli auguri con le più alte cariche dello Stato per difendere Visco. Il governatore di Bankitalia, nonostante smentite più o meno ufficiali, e' finito nel mirino delle opposizioni e non solo, per l'attività' di vigilanza nella vicenda delle banche popolari, che hanno emesso obbligazioni anche quando già sapevano di vendere carta straccia. Ma il vero punto di attrito di Visco e' quello con Renzi, che ha nominato Cantone, presidente dell'Autorità anticorruzione come arbitro in quanto garanzia di terzieta', nella risoluzione delle controversie sulle benché. Intervistato dal Corriere Cantone ha precisato: "Non sono un parafulmine, ma un garante", aggiungendo che la sua struttura e' stata scelta per fare da arbitro e lui non poteva certo discuterne l'opportunità. A lui spetta solo di svolgere al meglio l'inarico, come e' in grado di fare. Ha anche specificato: "Non ci occuperemo della crisi del sistema bancario, ma solo di casi specifici". Inoltre ha garantito: "Assicureremo l'imparzialità ai risparmiatori". Poi: "Non interferiremo con Bankitalia e Consob, non e' escluso che si possano creare utili sinergie". Ma a Visco ed a Vegas della Consob, che sia stato chiamato Cantone come garante di imparzialità non e' proprio andata giù (Si ritengono infatti loro i supremi custodi dell'imparzialità), mentre Renzi pur non potendoli "rottamare" subito, vuole anche mandargli un segnale: "Vietato remare control il governo". Così' Visco si e' rivolto direttamente all'amico Mattarella. Che gli fa' da scudo, anche se ha smentito di averlo incontrato nei giorni scorsi per rassicurarlo dopo le scelte del premier. Mattarella ha rivolto un appello alle istituzioni perché collaborino per il bene comune. "Il rispetto delle competenze altrui costituisce la migliore garanzia per la tutela delle proprie attribuzione", ha sottolineato. Poi: "E' confortante constatare come questa collaborazione sia abitualmente praticata". Ma non sfugge che "talvolta si registra invece competizione, sovrapposizione di ruoli, se non addirittura conflitto e questo genere di sfiducia oltre ad indebolire la società ne disperde le potenzialità'".  Linguaggio  quirinalizio, che era stato abolito da re Giorgio,molto piu diretto, che tradotto, suona come un preciso messaggio a Renzi. A non esagerare. Infine: "Agli attori politici, economici e sociali, oltre che alle istituzioni sono richiesti uno sguardo lungo, una visione e comportamenti che non siano ristretti alle convenienze del giorno per giorno".

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