Renzi Babbo Natale nel taglio nastri si scorda di Prodi e Berlusconi ma poi con loro fa l'Orco sulle banche

. Politica

"Noi siamo l'Italia che dice basta alle incompiute. Questa e' l'occasione di dire che l'Italia e' in grado di giocare la propria straordinaria. L'Italia e' nelle condizioni di potere essere quello che e', un paese faro". Così' Matteo Renzi nel taglia nastri per la riapertura delle sei domus restaurate a Pompei. Dopo l'inaugurazione della variante di valico dell'A1, il premier e' arrivato giovedì agli Scavi. "Quanto avvenuto a Pompei nell'ultimo anno e mezzo dimostra che quando in Italia sappiamo lavorare come una squadra vinciamo anche le sfide più difficili. L'Italia ha un patrimonio di bellezze immenso e se smettiamo di piangerci addosso possiamo tornare il paese che tutto il mondo si aspetta". Insomma un premier Babbo Natale, dispensatore di progetti finalmente realizzati e addirittura incarnazione di un sogno di "grandezza" per l'Italia che non deve considerarsi un'Italietta. Chissà che non sia un piccolo lapsus quando dice "l'Italia deve tornare ad essere", di "grandezze passate" non ce ne son molto, se non quando quando qualcuno parlava di "grandezza" strillando da un balcone. Ma al di la' delle parole ci sono i fatti. Matteo da politico furbo si e' preso tutti i meriti, alla faccia di "quelli che non ci credevano". In relata' la variante sull'autostrada fu prima progettata da Prodi e poi avviata da Berlusconi. Ma in Italia i tempi sono quelli che sono per molteplici problemi, burocratici ed anche ambientali, con ricorsi e controricorsi. E' un po' la stessa storia dell'Expo di Milano, voluto da Letizia Moratti e dal governo Berlusconi, osteggiato dalla sinistra ed ora invece divenuto fiore all'occhiello e vanto dell'Italia renziana. Ma se Matteo si veste da Babbo Natale anche per rassicurare gli italiani su un prospero futuro, indossa invece i panni dell'Orco, sempre contro Prodi e Berlusconi e perché no, anche di Monti e Letta, che lo hanno preceduto palazzo Chigi. Sulle banche (ed e' sacrosanto, purché' con qualche turbata non trasformino la commissione d'inchiesta in una di indagine, che non conterebbe come il due di briscola) vuole una commissione d'inchiesta parlamentare, vale a dire con gli stessi poteri della magistratura, per indagare sull'ultimo ventennio, forse tempo ridotto a 15 anni. Chiaro il messaggio, quello che sta succedendo non e' colpa mia, e' tutto cominciato da molto lontano, anche quando alla guida di Bankitalia c'era Draghi. Ovviamente il Quirinale e' un po' preoccupato e per intanto difende l'attuale governatore Visco.

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