Non solo i "due Papi" ora ci sono anche i "due presidenti" che temono commissione inchiesta su banche che delegittimi Bankitalia e Visco

. Politica

E' una partita grossa quella della commissione d'inchiesta sulle banche, voluta da Renzi, che riguarda anche lo scontro tra il governo ed i poteri forti. E se in Vaticano ci sono "i due Papi", in Italia sono all'opera i "due presidenti". L'ancora presente re Giorgio ed il timido Mattarella, che pero' sulle banche sta facendosi, per la prima volta, sentire. Qual'e' il motivo del "contendere"? Il timore del duo Napolitano-Mattarella e' che la commissione d'inchiesta sulle banche "appicchi l'incendio". Pericoloso, per l'equilibrio dei poteri, in particolare per l'indipendenza della magistratura. Rischioso anche perché un conflitto con Bankitalia potrebbe anche fare rialzare lo spread.Per questo sono all'opera i due pompieri d'eccezione. In realtà come prima cosa vogliono salvare Visco, il governatore che rischia la poltrona, così' come Vegas alla Consob, per una carenza di vigilanza. Non e' che i "due presidenti" non vorrebbero una commissione, ma la vorrebbero d'indagine e non d'inchiesta, cioè quella che ha gli stessi poteri della magistratura. Tradotto vorrebbero "acqua fresca", perché' la commissione d'indagine e' come non farla se si vuole accertare qualcosa. Riavvolgendo la pellicola al nastro, e' stato quando Napolitano, chiese a Walter Verini del Pd, in Transatlantico a Montecitorio, che doveva intervenire in aula sull'istituzione della commissione di essere prudente. E Verini rispose positivamente alla raccomandazione dell'ex capo dello Stato, parlando di commissione d'indagine. Invece il capogruppo alla Camera del Pd, un fedele di Renzi, Ettore Rosato, ha parlato di una commissione d'inchiesta. Che nella proposta di legge presentata da un altro renziano Marcucci al primo articolo in modo forte recita così': "La commissione può ottenere, anche in deroga e quanto stabilito dall'art. 329 del codice di procedura penale, copie di atti e documenti relativi a procedimenti o inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organi inquirenti inerenti all'oggetto dell'inchiesta". Significa che il pm che sta indagando non può dire di no di fronte alla richiesta di atti coperti da segreto istruttorio. Dunque la politica potrebbe mettere naso in quello che stanno facendo giudici. Ma il Pd, come al solito e' diviso, e si alza una voce; "Fare una commissione con gli stessi poteri della magistratura e' pericoloso. Si rischia di mettere uno strumento delicatissimo in mano a degli scalmanati (ndr. che poi sarebbero i deputati…)". Ma Renzi qui si gioca molto, in termini di credibilità e di rinnovamento vero, e chiede con forza, almeno per ora, di indagare e scavare negli atti riservati di Bankitalia degli ultimi tre lustri, quando governatori erano prima Fazio e poi a Draghi ed a Palazzo Chigi c'erano prima Berlusconi, poi Prodi, Monti e Letta. Una sorta di processo a tutto l'operato di Bankitalia nell'ultimo ventennio. Ed i maligni parlano di "manovra azzardata, spericolata", spiegando: "L'obiettivo di Renzi e' quello di cacciare qualcosa dal passato per oscurare il caso banca Etruria". Ma non e' così' perché se veramente inchiesta sarà si scaverà su tutto e tutti, come e' giusto. Altrimenti se sarà una commissione d'indagine, sarà come non farla, una perdita di tempo. E si sa che Renzi non vuole perdere ne' tempo, ne' credibilità. 

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