Smog: Grillo attacca il governo Renzi 'spocchioso', "68.000 morti in più, prima se ne va meglio è"

. Politica

E' lo smog il nuovo terreno di scontro politico nel Belpaese. Dopo l'attacco di Salvini che ha definito una cazzata il blocco di tre giorni alle auto private deciso per domani, il 29 e il 30 dicembre dal sindaco di Milano Pisapia, entra in scena Beppe Grillo che sul suo blog, sempre a proposito dell'inquinamento dell'aria, se la prende con il premier Renzi e con i suoi ministri che, scrive, "sono una sciagura per il paese": "litigano per mezzo punto di Pil, fanno decreti-lampo per salvare le banche, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando con il sangue, prima se ne vanno meglio è". "Il 2015 - è scritto in un post sul blog del leader M5s - si chiuderà secondo l'ISTAT con 68.000 morti in più rispetto al 2014: 666mila contro 598mila, l'11% in più. Come ai tempi delle grandi guerre. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l'assedio di nemici silenziosi. Lo smog sta rendendo le città italiane sempre più simili a Pechino. A Milano (dopo che Pisapippa ha distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno) da domani per tre giorni la circolazione delle auto sarà vietata, poi si tornerà alla "normalità" e presto sarà vietata la circolazione delle persone come in Cina, appunto. Nel frattempo l'inquinamento ci avvelena, avvelenano i fumi dell'ILVA, avvelena la diossina che fuoriesce dagli inceneritori e che finisce dentro il nostro cibo, avvelena l'acqua che beviamo che scorre in tubature d'amianto. Giovani o vecchi, ci si ammala sempre di più e non ci sono i soldi per le cure nè per le medicine, con la crisi i soldi è meglio usarli per mangiare (alimenti probabilmente contaminati). Si stringono i denti e si tira avanti, ma per poco. Il governo impugna la lunga falce e con la legge di stabilità taglia altri 15 miliardi di euro alla sanità in 3 anni: per gli italiani non c'è scampo. Avvelenati da una politica industriale dell'800, in mutande a causa della crisi e abbandonati dal governo. Premier e ministri non si rendono conto di ciò che accade nel Paese. Litigano per mezzo punto percentuale di PIL e fanno decreti lampo di domenica per salvare le banche mentre passeggiano incuranti sui cadaveri di 68.000 italiani che non hanno saputo proteggere. Sono una sciagura per il Paese, il prezzo della loro spocchia lo stiamo pagando col sangue. Prima se ne vanno e meglio è".

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