Banca Etruria sbancata, palazzi svenduti e ricomprati. Consulenze a prestanome

. Politica

Una vera Etruriagate quella che si sta delineando. Palazzi svenduti e poi ricomprati o affittati a prezzi stracciati. Operazioni immobiliari "a perdere" che hanno contribuito a sbancare la banca. Gli ispettori di Bankitalia nel febbraio scorso, nella relazione che ha portato al comissariamento del Cda guidato dal presidente  Lorenzo Rosi e dai vicepresidenti Alfredo Bini e Pierluigi Boschi, padre della ministra Maria Elena, Mari per gli amici, scrivono: "Non e' stato adeguatamente promosso lo sviluppo delle attività di controllo". E soprattutto c'e' l'esistenza di "profili di anomalia per la cessione degli stabili, ritenuti gioielli preziosi,  rispetto alla stabilita' patrimoniale". Subito dopo la pausa natalizia l'indagine della magistratura potrebbe portare a importanti sviluppi con nuovi avvisi di garanzia. Anche perché le verifiche sono ormai a tutto campo e spaziano fino alle consulenze esterne. Con il sospetto che fossero assegnati a dei prestanome  da chi governava la banca. Insomma soldi che poi "ritornavano", almeno in parte, a chi li aveva elargiti. Al magistrato  e' stata consegnata dagli ispettori di Bankitalia  l'analisi del "Servizio Program e cost management", sulle consulenze assegnate nel 2014 , "in particolare quella strategica affidata alla società Bain per un milione centomila euro e quella per il supporto delle attività commerciali e culturali della direzione generale della banca concessa alla "Mosaico" per 255 mila euro. Sara la Guardia di Finanza a stabilire chi siano i reali beneficiari dei compensi. E si occuperà anche degli immobili. Insomma un giro di soldi tra immobili e consulenze mentre la Banca era già praticamente fallita, senza pensare assolutamente ai risparmiatori ed agli obbligazionisti.  Anzi cercando di fargli acquistare titoli che ormai i vertici dell'Etruria sapevano che era solo carta straccia. 

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