Gufi e populisti nel mirino di Renzi ma anche Berlino che predica bene e razzola male

. Politica

Senza raggiungere il record della conferenza stampa di Putin, Renzi ha parlato ai giornalisti per oltre due ore (tutti i fine d'anno, per una vecchia consuetudine, il premier si sottopone alle domande dei cronisti dopo avere esposto il suo resoconto per l'anno trascorso, nonché i buoni proposti per quello che verra') scherzando alla fine sulla possibilità di farsi liberare dalla Folgore. Indirettamente ha  eletto a primo corpo speciale i para', un tempo molto criticati dalla sinistra.Ma si sa i tempi cambiano. Tutto il discorso del premier e' ruotato sui vecchi e nuovi nemici o forse come vuole lui e' meglio definirli "avversari". Fatto sta che Renzi ce l'ha e non poco, in primo luogo con i "gufi" annidati nelle opposizioni ma soprattutto tra quelli che dovrebbero essergli amici. Quanti si aspettano un bel tonfo del rottamatore fiorentino? E così' Matteo rappresenta i "gufi" graficamente negli slide che accompagno la sua relazione introduttiva. Poi e' il turno dei populisti, ovvero Grillo e Salvini. E su questi dichiara di avere vinto 4 a 0, la "vittoria della politica sul populismo". Elencati anche i quattro gol: elezione del presidente della Repubblica, riforme costituzionali, la questione dell'immigrazione e le misure per la scuola. Poi pero' spinge a livello europeo sulla necessita' di manovre espansive e non ispirate al rigore, per assestare il colpo definitivo appunto ai populisti. Ce n'e' anche per la Germania e soprattutto per quella parte sostenitrice dell'austerità, anche perché "i tedeschi spesso predicano bene e razzolano male". Come sulla questione delle banche, dove loro hanno fatto in un modo, per poi pretenderne un altro per l'Italia e non solo. Renzi salva comunque il sua rapporto politico e personale con la Merkel. Un furbata politca od un gioco delle parti?

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