La Camorra inguaia il M5S a Quarto e con il Pd e' guerra per la "superiorità morale"

. Politica

"Adesso si deve portare a votare anche le vecchie di 80 anni, si devono portare la' sopra e devono mettere una x sul Movimento Cinque Stelle, che e' la cosa fondamentale…", le parole di un boss intercettato prima delle elezione a Quarto un piccolo comune in provincia di Napoli, dove si erano spesi personalmente due tra i grillini più famosi, Luigi De Maio (indicato come il candidato di Grillo a premier) e Roberto Fico. Parole che devono essere suonate come musica sia al Pd locale, che non era riuscito nemmeno entrare in consiglio comunale per delle irregolarità nella presentazione delle liste, ma soprattutto nei palazzi romani. E' in corso una sorta di guerra per la "supremazia morale" una volta autoappannaggio della sinistra, poi messa seriamente in discussione da Grillo ed i suoi con un lungo elenco che va dalle Coop, alle banche a Mafia Capitale, agli appalti. Gli "unici puri", niente storie siamo solo noi, intonava una canzone scritta dal duoGrillo-Casaleggio e mandata sui social a ripetizione in modo martellante. Ora il Pd va alla riscossa e chiede le dimissioni del sindaco Rosa Capuozzo ed una commissione parlamentare. Grillo la difende a spada tratta dicendo che lei non c'entra ed e' solo parte lesa, come tutto il movimento "truffato" da tale Giovanni De Robbio, diventato consigliere, ma già cacciato dal M5S e poi dimessosi. L'accusa che viene dal noto Pm John Woodcock, che a volte non c'ha azzeccato, e' che De Robbio abbia ricattato il sindaco per dare dei lavori ad amici degli amici. Lei prima ha negato tutto, poi ha ritrattato, infine ha detto che si' qualcosa c'era stata ma non si e' sentita minacciata. Un bel pasticcio nonostante la difesa d'ufficio di Grillo, che sul suo blog, afferma: "Le indagini dimostrano che il sindaco e l'amministrazione sono parte lesa. Se sono arrivati i voti dalla Camorra, non sono stati determinanti". Ma intanto monta la confusione e molti anche nel movimento non capiscono bene perché piacciano così' tanto all'antistato. Forse perché sono giovani, inesperti e più facilmente aggirabili? Nel tutto c'e' anche un giallo che pero' forse giallo non e' ma una semplice morte per infarto. Il padrino casalese, Carmine Schiavone, invito' il popolo a votare per i Cinquestelle, "la famiglia mia ha fatto votare Cinque Stelle. Li abbiamo fatti votare…noi gruppo". Anche la spiegazione della scelta: "Abbiamo detto, proviamo…". Anche la Camorre vuole il "cambiamento"… Poi Schiavone, che era un pentito, mori' improvvisamente  nel 2015 e molti i grillini non credono all'infarto e si buttano sulla tesi complottistica che vede anche coinvolto il compianto giudice Federico Bisceglia morto in un tragico icidente stradale. Ma e' veramente il mischiare il sacro con il profano….

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