Berlusconi chiede il voto e si propone "padre del centrodestra" poi va a vedere le "50 sfumature" di Renzi

. Politica

Giornata intensa quella di ieri per Berlusconi che vuole rilanciarsi per rilanciare Fi e tutto il centrodestra con l'obiettivo di superare il 40% e vincere le elezioni al primo turno. "Democrazia sospesa, torniamo alle urne, FI porterà il centrodestra al 40%", il messaggio dell'ex premier affidato al quotidiano di famiglia, il Giornale. Berlusconi promette un 2016 di battaglia "La sovranità popolare e' stata tradita. Renzi oggi governa soltanto grazie a eletti del centrodestra e ad un premio di maggioranza dichiarato illegittimo. E io sono stato cacciato con una legge incostituzionale". Sulle Amministrative spiega: "La gara e' a chi propone il candidato migliore e il programma più conreto e realistico". Poi boccia le primarie "sono una finzione di democrazia. Non affidano le scete ai cittadini e sono manipolabili". Su Grillo, che oltre a Renzi puo' arrivare al ballottaggio (se nessun partito o lista unica raggiungerà il 40%, per la nuova legge elettorale, sarà ballottaggio tra i primi due. Quindi tertium non datur…) dice: "Ha usato la rete in modo distorto per costruire una finta democrazia dal basso, ma e' lui che decide". Sul futuro: "Avrei tanta voglia di passare il testimone, ma a chi? Senza di me Forza Italia si dissolverebbe. Non può accadere". Infine sul suo ruolo "per me stesso immagino di essere l'ispiratore un vero centrodestra unito". Quindi niente più padre della Patria, come gli aveva fatto sognare Verdini con il Patto del Nazareno con Renzi, ma più modestamente, padre del centrodestra. Come almeno finora e' stato. Dopo avere concesso l'intervista al direttore Sallusti, Berlusconi ha voluto svagarsi andando al salone Margherita per assistere alle "sfumature di Renzi" di Pingitore con Martufello e Pamela Prati. Chissà quante ne comosce di sfumatore di Renzi e magari qualcuna gli e' anche sfuggita. Perché, almeno lui, e' convinto di essere stato messo nel sacco dal giovane toscano. Un bello smacco per la vecchia volpe, che vorrebbe riscattare. Anche Berlusconi sa che il voto non ci sarà, prima della vittoria di Renzi, ad ottobre,  al referendum sulle riforme. Lo stesso tipo di referendum sul quale fu bocciato dal popolo, ma erano altri tempi. Aveva appena perso le elezioni e Prodi non poteva accettare che lo Stato fosse disegnato dal suo rivale. Il voto, lo pensano in molti, ci sarà ma nella primavera del 2017. Sempre pero' con un occhio ai sondaggi, perché Renzi vuole andare sul velluto.

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