Renzi irritato per "l'agenda strappata", costretto a frenare su depenalizzazione clandestinità. Ma fondamentale e' il "cerchietto rosso"

. Politica

A Matteo Renzi non piace proprio dovere cambiare programma, modificare la sua agenda politica. E se qualcuno o qualcosa gliela voblio o strappare di mano, magari solo per scarabbocchiarla con strani disegni, si irrita davvero. Ma ci sono ragioni che a volte consigliano prudenza e pazienza. Parole che non rientrano nel vocabolario renziano.  L'agenda di Renzi pero' ha dei cerchietti in rosso che indicano i momenti decisivi della sua azione volta a sedersi a palazzo Chigi come premier, questa volta eletto dal popolo, per cinque anni, nei quali potrà veramente disegnare l'Italia che lui vuole, privo di condizionamenti. Perché la nuova legge elettorale prevede la maggioranza assoluta a chi vincerà. Finira' anche l'epocale trasformismo parlamentare sempre caro all'Italia che fu, fin dagli albori. Tutta la posta del premier e' puntata sul voto decisivo al Senato sulle riforme,a fine gennaio, che può renderlo definitivamente dominus del Palazzo in vista del referendum polare, e soprattutto dopo. Percio' Renzi ha bisogno di un quadro politico stabile in vista dell'appuntamento della "vita politica". Allora non gli piacciono le liti nel suo Pd, non vuole tirare troppo la corda con Alfano e si arrabbia per le baruffe come quella appunto tra Alfano ed il ministro della giustizia Orlando sulla depenalizzazione del reato di clandestinità. Con il primo assolutamente contrario alla depenalizzazione ed il secondo che ne fa un cavallo di battaglia. Anche per contare qualcosa nel Pd. Il fatto e' che Renzi si e'convinto che i fatti di Colonia consiglino un rinvio. Troppo rischioso elettoralmente procedere oltre. Sarebbe affrire un facile fianco alle opposizioni di destra, un punto sul quale tra l'altro hanno la possibilità di compattarsi. Cosa che per il premier sarebbe meglio evitare. Nel Pd a trazione renziana molti hanno i capelli diritti a pensare alle piazze infuocate dalla Lega in vista delle Amministratove."Se non si può più stralciare la delega, che contiene la soppressione del reato di clandestinità, meglio fare decadere la delega". Ma il ministro Orlando non si arrende: "Ne riparleremo". Nel tutto Renzi rimane convinto che la logica vorrebbe che si scegliessi di depenalizzare il reato in sanzione amministrativa, come vorrebbe anche l'Europa. Perché si tratta di un reato non per colpe commesse ma per uno status. E tra l'altro sarebbe anche più funzionale e rapido per contrastare l'illegalità. Ma chi glielo spiega ai cittadini?

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