Renzi, sulle riforme decidono gli italiani. "Il 19 sarò in aula e parlerò chiaro". Stoccata ai media

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Sarà calda la ripresa politico-parlamentare dopo la pausa delle festività natalizie ma Matteo Renzi si presenterà agguerrito, pronto a  rintuzzare gli attacchi e con la voglia di "parlare chiaro". Lo farà, ha annunciato sulla sua enews, in aula alla Camera il 19 gennaio quando si discuterà e voterà la mozione di sfiducia al governo presentata dalle opposizioni. Dirà tutto quello che ha fatto il suo governo e quello che ha intenzione di fare ma sulle riforme costituzionali insiste, come aveva fatto nel discorso di fine anno: saranno gli italiani a decidere col referendum di ottobre, quel referendum cui ha legato il suo futuro politico. Per queste riforme la road-map è pronta, e sarà in tre tappe: "Lunedì 11 gennaio la Camera vota la quarta lettura delle riforme costituzionali. Poi toccherà al Senato e nel mese di aprile il voto finale ancora della Camera. Quindi - ragionevolmente - a ottobre il referendum finale. Saranno semplicemente gli italiani, e nessun altro, a decidere se il nostro progetto va bene o no". Per rivendicare il lavoro svolo l'appuntameto è tra dieci giorni: "Martedì 19 gennaio il Governo va alla Camera sulla base dell'ennesima mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni. Mi presenterò personalmente a Montecitorio per illustrare nel dettaglio che cosa abbiamo fatto sino ad oggi e cosa intendiamo fare. Una mozione di sfiducia è un atto molto impegnativo e solenne: per rispetto ai deputati e ai cittadini parleremo con molta chiarezza e determinazione". Poi una stoccata ai media: "Se i media dedicassero ai risultati ottenuti dal Governo anche solo la metà dello spazio che impiegano per analizzare sociologicamente l'utilizzo dei gufi nella mia comunicazione sarebbe fantastico!". Quanto all'Europa e al ruolo dell'Italia nella Ue, Renzi ha precisato il suo pensiero sintetizzandolo in una frase: "Chiediamo rispetto". "Ho letto molte polemiche sul rapporto tra Italia e istituzioni Europee. Leggo dotte dissertazioni sulla possibile rottura con Bruxelles. Vorrei essere molto chiaro. In questo momento l’Europa deve affrontare la crisi migranti, lo stallo delle elezioni spagnole, le tensioni per le nuove leggi polacche, il referendum inglese, il post-emergenza greco, l’ondata populista lepenista in Francia, e molti altri problemi. Davvero pensiamo - ha scritto sulla enews - che il problema sia lo 0,1% di flessibilità italiana in più o in meno? Non scherziamo, amici. L’Italia non va in Europa a battere i pugni sul tavolo: al massimo alza la mano, e fa qualche domanda. Chiedendo, in buona sostanza, se le regole valgono per tutti. Dalla politica energetica agli aiuti di stato, noi chiediamo regole uguali per tutti. Solo questo. E lo facciamo sapendo che all’Italia si deve rispetto. Come a tutti gli altri Paesi, naturalmente. Ma talvolta è parte della classe dirigente italiana a fingere di non ricordarsi che noi siamo l’Italia. E chiediamo rispetto, solo questo".

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Poi si sofferma sul rapporto con l’Europa «Ho letto molte polemiche sul rapporto tra Italia e istituzioni Europee. Leggo dotte dissertazioni sulla possibile rottura con Bruxelles. Vorrei essere molto chiaro. In questo momento l’Europa deve affrontare la crisi migranti, lo stallo delle elezioni spagnole, le tensioni per le nuove leggi polacche, il referendum inglese, il post-emergenza greco, l’ondata populista lepenista in Francia, e molti altri problemi. Davvero pensiamo che il problema sia lo 0,1% di flessibilità italiana in più o in meno? Non scherziamo, amici. L’Italia non va in Europa a battere i pugni sul tavolo: al massimo alza la mano, e fa qualche domanda. Chiedendo, in buona sostanza, se le regole valgono per tutti. Dalla politica energetica agli aiuti di stato, noi chiediamo regole uguali per tutti. Solo questo. E lo facciamo sapendo che all’Italia si deve rispetto. Come a tutti gli altri Paesi, naturalmente. Ma talvolta è parte della classe dirigente italiana a fingere di non ricordarsi che noi siamo l’Italia. E chiediamo rispetto, solo questo».

 




 

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