Renzi alla Ue "finiti i tempi dei compiti a casa", "Non e' il momento di depenalizzare clandestinità"

. Politica

"E' finito il tempo in cui l'Europa ci dava lezioni o i compiti a casa. L'Italia c'e' e inizia a farsi sentire". Così' Matteo Renzi in un'intervista al Tg1 risponde ad alcuni inviti provenienti da Bruxelles per mantenere la flessibilità entro i limiti fissati. "L'Italia - spiega rivolto al vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrosvskis - ha fatto tutte le riforme che per anni si erano solo promesse. Dunque noi ora abbiamo le carte in regola per dire che l'Europa deve cambiare su alcune cose". Il premier ha anche affrontato il problema della depenalizzazione del reato di clandestinità confermando che il governo per ora non la fara' perché "c'e' percezione di insicurezza da parte dei cittadini". Poi ha spiegato che la questione e' solo rimandata "cambieremo le regole insieme senza fretta". "Il reato di clandestinità  - ha aggiunto - secondo i magistrati non serve ed anzi intasa i tribunali". Il premier ha poi rilevato come quella sulle riforme sia una battaglia cruciale per il bene del paese. Le riforme sono "la madre di tutte le battaglie". E sarà il referendum a "trarne le conseguenze", "il referendum non deve essere inteso come un plebiscito ma e' giusto che la parola passi ai  cittadini". Il referendum e' previsto per il prossio ottobre. Infine sulle elezioni amministrative "non saranno un test per il governo, ma per scegliere il sindaco di tante citta' come Milano, Roma e Torino".

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