Etruriagate, spunta l'affare-truffa sull'oro. Gotor alla Boschi "meglio se sta zitta…"

. Politica

Sulla vicenda di Banca Etruria, continuano a fioccare le accuse e si infiamma la polemica. Il bersaniano Gotor manda un consiglio alla ministra Boschi "le suggerisco maggiore disinteresse sulle vicende di Etruria". Gotor si riferisce all'intervista al Corriere nella quale la Boschi criticava anche chi caldeggiava la fusione di Banca Etruria (della quale il papa' era vicepresidente) con la popolare di Vicenza, scordandosi che l'operazione era caldeggiata da Bankitalia. Per FI "Etruria e' peggio di Mafia Capitale e Renzi dovrebbe pretendere il metodo Pignatone". Anche Sel critica la ministra: "La Boschi sembra sapere di più di quanto ha detto in Parlamento". E c'e' un antico proverbio toccano che recita "Dove l'oro parla, ogni  lingua tace", che sembra consigliare il silenzio, anche perché proprio sull'oro spuntano le ombre di un giro, nel quale entrerebbe anche il super direttorio della Banca (quella sovrastruttura che occultava tutti i verbali e decideva senza sentire tutto il Cda), del quelle faceva parte anche papa' Boschi. Un giro che avrebbe dato vita ad una colossale maxi truffa da otto milioni di euro. Bankitalia tra le bacchettate a Banca Etruria ed ai suoi amministratori ne riserva una "aurea" per i vertici, compreso Boschi senior. Contestando le "lacune nei controlli di secondo livello" sulla Oro Italia Trading, società di proprieta' di banca Etruria, finita nel febbraio scorso nel mirino della procura aretina. Al suo ruolo istituzionale, secondo la GDF e la procura di Arezzo, la Oro Italia ne avrebbe aggiunto un altro decisamente opaco. Per questo si e' ritrovata al centro dell'inchiesta denominata "Argento vivo". L'indagine ruota intorno ad una maxi frode, un'evasione fiscale da almeno 8 milioni di euro (solo nel 2014, ma la truffa-carosello sarebbe andata avanti da anni), sulla compravendita di argento, platino, palladio e rodio, perpetrata dalla società Oro Italia che acquistava argento e metalli puri in grani, in regime di "riverse charge, cioè quel regime che consente di non pagare l'Iva. Poi la fondevano in verghe per assoggettare ad Iva le successive vendite attraverso società di comodo (che pero' non versavano l'Iva che veniva intascata dall'organizzazione) fino a che i metalli arrivavano (a prezzi di favore) al vertici del sistema, che per gli inquisenti era appunto la stessa Oro Italia, il cui ex ad Plinio Pastorelli, indagato, sarebbe stato la mente dell'operazione. Nelle intercettazioni i sodali se la ridevano e parlavano di festeggiare a champagne. Ma non e' andata bene. e non e' andata bene neanche a banca Etruria che ha pagato per i pasticci fiscali di OroItalia con lo scorporo dalla propria dichiarazione Iva delle imposte evase con la truffa. Per questo Bankitalia parla di un "potenziale impatto sulla situazione della capogruppo". I cui vertici rischiano sanzioni per non essersi accorti di nulla mentre il loro colosso dell'oro si dedicava ad affari poco puliti.

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Commenti

0 # m.grazia 2016-01-11 16:27
Più il tempo passa e più emergono nuove truffe: Definire queste persone un'associazione a delinquere credo sia giusto! Il grave è che nonostante tutto, nonostante il Governo non potesse non sapere,
a pagare siano dei poveri cittadini ignari di ciò che Bancaetruria.Ba nca Italia,Consob e il Governo tramassero alle loro spalle!

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