Terza Repubblica in arrivo, si' della Camera in ultima lettura. 19 gennaio al Senato per il si definitivo. Cosa cambia

. Politica

La Terza Repubblica e' quasi al traguardo. La Camera, come ampiamente previsto, ha approvato in ultima lettura la riforma Costituzionale (367 i si', 194 i no) che ora passa al Senato, il 19 gennaio, per l'approvazione definitiva. Sara' l'ultimo scoglio per Renzi che dovrà avere almeno i 161 voti necessari per la maggioranza. Molto probabilmente, anche grazie all'aiuto dei transfughi forzisti, guidati da Verdini, potrebbe arrivare vicino a quota 190. Per l'esattezza mancherà anche un altro si' definitivo, ma senza più entrare nel merito della riforma, da parte entrambi i rami del Parlamento. Appuntamento fissato per il 12 aprile e poi via a vele spiegate ad ottobre al referendum popolare, quello fissato da Renzi come il principale dei suoi traguardi. A quel punto si potrà andare a votare. E con uno Stato ridisegnato da cima a fondo con un Senato completamente differente, il voto si porra' quasi come una necessita'. Probabilmente nella primavera del 2017, anche perché a fine anno il governo e' impegnato nella manovra economica per l'anno successivo. Come cambia lo Stato

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CAMERA: Sara' l'unica a votare la fiducia. I deputati restano 630 e verrano eletti come oggi.

SENATO: Continuerà a chiamarsi Senato della Repubblica, ma sarà composto anziché da 315 da soli cento senatori. 95 eletti dai Consigli regionali (21 sindaci e 74 consiglieri comunali) più 5 nominati dal Capo dello Stato che resteranno pero' in carica per 7 anni e non più a vita. Finisce l'era del bicameralismo perfetto in vigore sin dall'inizio della Repubblica. Infatti il Senato non dara' più la fiducia al governo e per quanto riguarda le leggi ordinarie potrà solo chiedere alla Camera  di modificarle, ma Montecitorio non sarà obbligato a dare seguito alla richiesta. I nuovi senatori godranno delle stesse tutele dei deputati e non potranno essere arrestati senza l'autorizzazione del Senato. In pratica il Senato finisce nel museo delle istituzioni. Ed e' singolare che un'assemblea abbia votato in pratica per la sua scomparsa.




LEGITTIMAZIONE  POPOLARE: E' il punto concesso da Renzi alla sua minoranza. Saranno i cittadini, al momento di eleggere i Consigli regionali, a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. I Consigli, una volta insediati, saranno tenuti a ratificare la scelta.

FEDERALISMO: Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia,infrastrutture strategiche e sistema nazionale diprotezione civile.

DDL GOVERNO: I regolamenti parlamentari dovranno indicare un tempo certo per il voto dei ddl del governo. Vengono anche introdotti limiti al governo sui contenuti dei decreti legge.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori. Per i primi tre scrutinio occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto discende ai tre quinti. Solo dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti (oggi il quorum e' piu basso, maggioranza assoluta degli aventi diritto a partire dalla quarta votazione).

CORTE COSTITUZIONALE: Dei 15 giudici costituzionali 3 saranno eletti dalla Camera e 2 dal Senato.

LEGGI DI INIZIATIVA POPLARE: Salgono sa 50 mila a 150 mila le firme necessarie per un ddl di iniziativa popolare. Pero' le Camere dovranno indicare i tempi certi di esame, clausola che aggi non esiste.

LEGGE ELETTORALE: Introdotto il ricorso preventivo sulle leggi elettorali alla Corte Costituzionale su richiesta di un quarto dei componenti della Camera. Tra le norme transitorie c'e' anche la possibilita' di ricorso preventivo già in questa legislatura. Anche L'Italicum potrebbe dunque finire sotto esame alla Corte.

PROVINCE E CNEL: Vengono cancellate dalla Costituzione, atto necessario per abrogarle definitivamente, tramite una legge ordinaria.

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