I tre giorni "terribili" per il M5S con espulsione e "no" della Capuozzo. Il sospetto, si sente "protetta" da Renzi?

. Politica

La posto in gioco e' altissima per i Cinque Stelle che del vessillo morale fanno la loro bandiera, che ritengono avere stappato a forza al Pd. Che naturalmente non ci sta. Se Grillo si lancia contro Renzi: "Noi siamo altra cosa rispetto al Pd", Matteo Renzi risponde rinfacciando allo stesso Grillo il pasticcio di Quarto e difende la sindaca, finita nel tritacarne dei cosiddetti processi Web. Per il M5S sono stati tre giorni terribili, terminati con l'espulsione della Capuozzo, con tanto di richiesta delle sue dimissioni da sindaco. Ma lei risponde, orgogliosamente scortata dai suoi quindici consiglieri comunali, che non se ne parla, perché non si ritiene colpevole. Che le parole di Renzi l'abbiano anche se indirettamente incoraggiata ad andata avanti? Si vedrà perché la storia e' tutt'altro che al suo atto finale. Il tutto si svolge da venerdì a domenica. Prima il direttorio era diviso, Di Maio spinge per una soluzione rapida "non si devono creare  idee distorte su di noi". dall'altra Roberto Fico guida l'ala garantista: "A Quarto dicono che si sono comportati correttamente, meglio rimanere compatti e sostenere la Capuozzo". Il blog, vale a dire Grillo, inizialmente sposa questa tesi: ma la pressione cresce. Siamo a venerdì e si decide di di anticipare un meeting milanese, già previsto, a sabato. Così di prima mattina, Di Maio, Fico, Di Battista, Sibilia e Carla Ruocco prendono il primo volo Roma-Milano. Prevale la linea dura supportata anche da Di Battista, che si concretizza con la presa di posizione di Grillo in prima persona, che chiede alla sindaca un passo indietro. Lei prende tempo e comincia a fare spazientire tutto il vertice del movimento. In serata volo di ritorno a Roma, solo una tappa per i tre eletti in Campania, che proseguono per Napoli. Domenica pomeriggio va in onda lo strappo. Incontro segreto tra la Capuozzo ed il trio Di Maio, Sibilia e Fico, che insistono: "Rosa, ti chiediamo un gesto di responsabilità nei confronti del movimento. Poi se vorrai sosterremo la tua ricandidatura". Ma proprio durante l'incontro viene postato un video sul profilo Facebook della sindaca: "Devo essere chiarissima, non c'e' nessuna intenzione di dimettermi. Ho il sostegno di tutto il movimento, di tutti i cittadini di Quarto e le dimissioni non le ho prese in considerazione perché non ci sono motivi". I tre vengono avvisati, si sentono presi in giro e commentano: "Che schifo!". A questo punto, si consultano con i big, ovvero Casaleggio  e Grillo, e decidono di rendere pubblica la richiesta di dimissioni, avanzata dallo stesso Grillo. Lunedì mattina scattano le perquisizioni ed in serata scatta l'addio coatto per la Capuozzo. Viene cacciata da Cinque Stelle via mail. Martedi escono nuovi stralci delle intercettazioni sul caso Quarto e il direttorio decide di mostrasi compatto. "Parliamo direttamente noi alla Rete, mettiamoci la faccia". Così la linea delle fermezza trionfa ed e' portata in video dai tre moschettieri. Ma nel movimento cresce il mal di pancia e non tutti approvano. Ed i sospetti sono tanti, con un po' di dietrologia, i più agguerriti vedono una manovra del "nemico" Renzi. Per mettere tutto il movimento in seria difficoltà. Ora si aspettano le prossime puntate.  

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