"Battaglia" sulla step-child, battaglia ideologica tra destra e sinistra, ognuno con le sue "ragioni"

. Politica

Toh, sembrava che destra e sinistra fossero scomparse, roba da archeologia politica. Ma poi quando meno te lo aspetti saltano fuori prepotenti dai cuori di tutti, parlamentari o semplici cittadini che siano, differenze incolmabili.  Le Unioni civili stanno diventando un caso scuola, con i diritti, i diritti delle coppie, eterosessuali o no, dei bambini e delle famiglie, coinvolti in una grande discussione politica sull'etica. C'e' un clima di forte contrapposizione ideologica, di scontro tra i partiti e dentro i partiti. Ma qual'e' il fulcro del contendere  e quali sono le diverse ragioni? Al centro di tutto c'e' la ormai famosa step-child, ovvero la possibilità da parte di uno dei due partner della coppia gay di potere adottare il figlio dell'altro, purche' sia naturale. "Solo se naturale" e' specificato nel nuovo testo, quindi non già solo adottato. Cattolici dem e centristi ed in genere le opposizioni di destra preferirebbero stralciare questo punto, per poi magari modificarlo con l'istituto dell'affido rafforzato. Cioe la possibilità di prevedere un periodo pre adottivo in cui giudici e servizi sociali valutano se la nuova famiglia abbia le caratteristiche ed i requisiti per l'adozione. Una sorta di piano B che al momento non decolla. Dunque da una parte ci sono i gay, che con l'appoggio di tutta la sinistra, polemiche sul manifesto di proscrizione a parte, sostengono i loro diritti e ritengono la step-child l'ultima spiaggia di un già faticoso compromesso. Punto interrogativo i grillini, favorevoli si' alle adozioni ma in guerra con il Pd per la vicenda di Quarto. Come rispetto per la loro uguaglianza i gay avrebbero voluto che fosse loro concessa un'adozione libera come riconosciuto a qualsiasi coppia. Insomma la tutela assoluta del diritto individuale dei singoli. Le "ragioni" dell'altra parte invece e' che la tutela dei diritti della collettività e degli stessi bambini debbano essere preminenti. Perché' il bambino non e' come un cucciolo e questo deve valere, secondo questa impostazione, sia per le coppie omo che etero. Tra le tante uguaglianze da rispettare ci sono anche i loro diritti, quelli appunto dei bambini, convitati di pietra di questa discussione. Ma c'e' di più. Nella destra c'e' la convinzione che i gay da discriminati stiano divenendo discriminatori, non riuscendo ad uscire dal ghetto nel quale sono stati chiusi per anni non senza sofferenze. Ghetto che non esiste più, se non nella mente di chi ha paura di affrontare il mare aperto dell'uguaglianza, per certi versi più complicato e rischioso della diversità. Sempre secondo lo spirito della destra, almeno quella più lungimirante (ci sono anche i conservatori radicali che non vorrebbero nessun mutamento), ognuno deve avere il diritto di amare chi meglio crede, anche perché l'amore e'un sentimento non condizionabile alla ragione, figuriamoci alle leggi. Giusto che un coppia sia reciprocamente tutelata in campo sanitario, di unione o separazione dei beni, di eredita' e di reversibilità della pensione. Ma andare oltre, cioè parificare qualsiasi amore a quello tra un uomo e la donna, significa entrare in un campo minato. Chi ha ragione?

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