Renzi, avanti sulle adozioni, quando la pensava diversamente

. Politica

Matteo Renzi non ci pensa proprio a stralciare la cosiddetta step-child adoption, d'adozione del figliastro, dalla legge sulle Unioni civili, come suggerito dalla Chiesa e dai suoi deputati cattolici. "Nessuna stralcio - spiega ai suoi collaboratori - credo che sia una questione di serieta" ed a questo punto vuole andare in aula il 28 gennaio, anche se il 30 ci sarà il Family day. Lo stesso Renzi dal 2007, quando guidava la provincia di Firenze, ha fatto un cambio di rotta di 360 gradi. Aderì al Family day di quell'anno e prese posizione, in un'intervista all'Avvenire, il quotidiano dei vescovi, scontro i Dico, i precursori delle Unioni civili. Liquido' la questione come "l'assoluta inutilità dei registri civili nei comuni, che ne hanno approvato l'istituzione". Di più taccio' la questione delle coppiedi fatto come "un controsenso rispetto alle vere urgenze del paese". Ma si sa le idee cambiano facilmente, specie in politica Ora invece nel sostenere le adozioni spiega che non si può "continuare a giocare sulla pelle degli altri", "a giocare su una legge da paese civile", che interessa una parte di italiani. Così con i suoi, ha insistito: "Si vada in aula e si voti, non esistono altre opzioni". E' ovvio che il governo non intervenga su questa materia, ne' interverrà. Si tratta di un tema affidato alla mediazione del Parlamento. Renzi, ragiona senza pallottoliere in mano (dedicato ad altre votazioni, tipo il voto finale sulle riforme al Senato, dove non si può permettere di andare sotto)e  spiega: "Sinceramente non so come andrà a finire in aula, con il voto segreto, e non so come alla fine voteranno non solo i nostri ma anche quelli di Forza Italia o i grillini che, pubblicamente dicono di essere d'accordo. Pero' una legge va fatta senza meno, non possiamo continuare così'". C'e' anche chi non vorrebbe mai delle Unioni civili che fossero firmate da una nuova alleanza in Parlamento tra Pd e Cinque Stelle. Forse questa volta pero' Renzi su un tema come le Unioni civili potrebbe preferire proprio un'alleanza con Grillo che quella con Alfano. E per sperimentare nuove strade (non si sa mai…) sia per dare una connotazione di sinistra alla legge, accontentando per una volta la sua minoranza interna. Nella consueta politica del bastone e della carota e di un colpo al cerchio ed uno alla botte. Con l'insegnamento storico mai scordato "dividi et impera".

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