Juncker contro Renzi "Basta offese alla Commissione Ue". Salvini caustico: "Due facce di bronzo..."

. Politica

Relazioni Italia-Ue al livello minimo. Il braccio di ferro, anzi lo scontro, tra Renzi e la Commissione Ue c'è, non è finto. Ed è venuto allo scoperto in maniera inusuale e con parole chiare, inequivocabili, nella conferenza stampa di inizio anno del presidente Jean-Claude Juncker che ha attaccato il premier italiano per le "offese" che questi sta rivolgendo ad ogni occasione al 'governo' dell'Europa. Non dovrebbe farlo - ha ammonito Juncker - perchè l'Italia non ha nessun motivo per lamentarsi. "Io mi tengo il mio rancore in tasca, ma non crediate che sia ingenuo" ha detto il presidente della Commissione. "Esito sempre - ha detto Juncker - a esprimermi con lo stesso vigore con cui Renzi si rivolge a me, perché non aggiusta sempre le cose". "Ritengo che il primo ministro italiano, che amo molto, abbia torto a vilipendere la Commissione a ogni occasione, non vedo perché lo faccia perchè l'Italia a dir la verità non dovrebbe criticarla troppo in quanto noi abbiamo introdotto flessibilità contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare l'Europa" (chiaro riferimento alla Germania, ndr). "Sono stato molto sorpreso - ha proseguito - che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto davanti al Parlamento che è stato lui ad aver introdotto la flessibilità, perché sono stato io, io sono stato".  "Su questo - ha aggiunto - voglio che ci si attenga alla realtà". E' toccato al ministro Padoan tentare di gettare acqua sul fuoco: da parte dell'Italia nessuna volontà di "offende" la Commissione. In realtà la goccia che ha fatto traboccare il vaso della collera di Juncker è stato il veto italiano a finanziare i 3 miliardi di aiuti alla Turchia (all'Italia toccherebbe un esborso di 300 milioni, ndr), "ma questi tre miliardi - ha detto Juncker - non vanno alla Turchia stessa ma per i rifugiati siriani in Turchia". In Italia comunque c'è chi ritiene che questo scontro tra Renzi e Juncker sia una manfrina: lo pensa la Meloni (FdI), e lo pensa Matteo Salvini, che su Facebook è caustico: "Juncker e Renzi si attaccano? Sono due facce (di bronzo) della stessa medaglia. Fanno entrambi gli interessi di banche e multinazionali, contro i cittadini. Andassero a farsi fottere tutti e due". 

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