Scontro Renzi-Juncker: la controreplica del premier "Non ci facciamo intimidire, l'ltalia merita rispetto"

. Politica

Juncker ha detto che l'atmosfera tra Bruxelles e Roma "non è delle migliori" e per questo ha programmato una visita in Italia per fine febbraio, una visita "per affrontare questo problema" (il problema sono le "offese" di Renzi alla Commissione Ue, ndr). Ed ha ragione perchè lo scontro c'è - dal salva-banche alla flessibilità, dal giudizio ancora pendente di Bruxelles sulla legge di stabilità alle riserve italiane sui tre miliardi alla Turchia - e non si è certo placato con la conferenza stampa del presidente della Commissione. Anzi, gli attacchi di Juncker al premier italiano ("Sbaglia a offendere ad ogni occasione la Commisione")hanno provocato una controreplica altrettanto dura di Renzi che ha chiesto "rispetto" per l'Italia. "Non ci facciamo intimidire da dichiarazioni ad effetto" ha detto Renzi in un'intervista al Tg5t anticipata da Tgcom24 e dal direttore Clemente Mimun su Twitter, "l'Italia merita rispetto". Nell'intervista il presidente del Consiglio ricorda che "la flessibilità da parte della Ue" è arrivata "solo dopo molte insistenze da parte dell'Italia". Una precisazione rispetto all'irritazione di Juncker proprio su questo punto ("Sono stato molto sorpreso - aveva detto il presidente della Commissione - che alla fine del semestre di presidenza italiana Renzi abbia detto davanti al Parlamento che è stato lui ad aver introdotto la flessibilità, perché sono stato io!"). Sulla forte e inusuale polemica è intervenuta Federica Mogherini, alto rappresentante Ue per la politica estera: "È stupido creare divisioni all'interno dell'Europa. Gli europei hanno bisogno di essere uniti di fronte alle tante crisi che ci sono. L'Italia ha bisogno dell'Europa come l'Europa ha bisogno dell'Italia". Ma Juncker ha avuto anche una risposta 'politica' dal presidente del gruppo Socialista e democratici al parlamento europeo Gianni Pittella che dopo aver incontrato Renzi a palazzo Chigi ha mandato un 'messaggio' al presidente della Commissione ("La fiducia in lui non sarà eterna"), un presidente che al momento registra un certo malumore nei suoi confronti non solo solo da Roma ma anche da Parigi e Berlino che vedono un 'governo' della Ue procedere col freno tirato su tanti importanti dossier. Il messaggio di Pittella è stato questo: "Al momento il sostegno del mio gruppo alla Commissione Juncker non è in discussione. Ma la fiducia non sarà eterna se non vedremo un cambio di passo, una svolta soprattutto sul fronte economico e sociale. Anche sulla flessibilità di bilancio, noi non accettiamo che si faccia marcia indietro. Non dev'essere un favore, ma una opportunità che si attua se ci sono le condizioni, altrimenti no. E questo vale per tutti, non solo per l'Italia. Renzi  ha confermato l'atteggiamento costruttivo dell'Italia: non siamo gli sfasciacarrozze dell'Europa, ma vogliamo che le carrozze Ue siano veloci e confortevoli per i cittadini".

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