Weber, tedesco e capo dei popolari, sentinella della Merkel contro Renzi. Berlino vorrebbe allungare le mani sui risparmi degli italiani.La risposta del premier

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Ormai e' un'offensiva, forse studiata e orchestrata da Berlino quella di Bruxelles contro Roma. Dopo le schermaglie, con tanto di battute al vetriolo tra Renzi ed il presidente della Commissione Ue, Juncker, oggi tocca al presidente del Ppe, che e' anche la sentinella della Merkel, sferrare il suo attacco. "Renzi - afferma - sta mettendo a repentaglio la credibilità dell'Europa a vantaggio del populismo". Ancora Weber: "Quando vediamo che l'Italia non e' disposta ad aiutare la Turchia se non in cambio di una contropartita (ndr.l'Europa ha chiesto 280 milioni all'Italia per la Turchia per i migranti. Renzi ha detto, va bene ma l'aiuto non deve essere compreso nei parametri per non sfondare il deficit), tutto ciò va a svantaggio dell'Europa e della sua forza e credibilità". Poi ha ribadito un ringraziamento a Federica Mogherini (che suona come uno schiaffo a Renzi, che l'ha criticata per non fare gli interessi dell'Italia), per l'accordo sul nucleare iraniano. "La voglio ringraziare - ha spiegato - per il suo lavoro". Ma c'e' di più, la Merkel vorrebbe allungare le mani sui risparmi degli italiani. Berlino vorrebbe non solo che fosse ripristinata la tassa sulla prima casa ma anche che ci fosse una nuova patrimoniale, con magari nel mirino anche Bpt e conti correnti. Del resto e' dal 2012 che i tedeschi ci provano. La ricetta e' sempre la stessa, colpire i risparmiatori italiani, perché hanno un'idea radicata in testa, cioè che gli italiani personalmente siano più ricchi dei tedeschi. Quindi vanno tassati per abbassare il debito pubblico dell'Italia. C'e' anche un'invidia di fondo basata sul fatto che gli italiani abbiano case di proprietà più dei tedeschi. Non gli va giù. Ma le tasse, se l'Europa volesse essere veramente unita, dovrebbero essere uguali in tutti i paesi. Mentre in Gemania si paga di meno e la patrimoniale non c'e'. Renzi non e' certo il tipo da farsi intimorire e vuol stroncare sul nascere manovre che tanto ricordano gli intrighi europei che fecero cadere Berlusconi. "Ci vogliono deboli - scrive il premier su Facebook - ma l'Italia e' sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali. Con grandi aziende globali che non fanno più il mordi e fuggi come in passato, ma hanno deciso di puntare sul suo futuro". Conclusione: "Se ne facciano una ragione. L'Italia e' tornata, più solida ed ambiziosa". 

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