Senato, l'"aiutino" di Verdini a Renzi e le tre vicepresidenze ad Ala. Opposizioni e minoranza Pd "Nuova maggioranza?"

. Politica

Il giorno dopo il sì del Senato alla riforma costituzionale targata Renzi-Boschi che è passata anche grazie al voto dei verdiniani e di fuorusciti da Lega e Fi (180 i voti a favore), il gruppo Ala ha incassato tre vicepresidenze di commissione a palazzo Madama: Langella al Bilancio, Compagnone alla Difesa e Eva Longo alle Finanze. Quanto basta all'opposizione per parlare di una "nuova maggioranza" - queste elezioni certificherebbero di fatto l'ingresso del gruppo verdiniano nella coalizione di governo - e per mettere in subbuglio anche la minoranza Pd che chiede a Renzi di chiarire in Parlamento se effettivamente ci si trovi di fronte ad un nuovo schieramento a sostegno dell'esecutivo. "Pd con Verdini? Inaccettabile" dice secco Bersani in un tweet. Roberto Speranza, della minoranza Pd, chiede così lumi al premier: "Ieri il voto di Verdini & company al Senato, decisivo ai fini del raggiungimento della maggioranza assoluta. Oggi l‘elezione di tre vice presidenti delle commissioni appartenenti al gruppo di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Ala. Forse è il caso che Renzi ci dica se esiste una nuova maggioranza politica che sostiene il governo con Verdini dentro. Se è così si apra un dibattito pubblico e in Parlamento". Nei giorni scorsi lo stesso Denis Verdini, un tempo braccio destro di Silvio Berlusconi nel Pdl e in Forza Italia, aveva parlato di possibile "affiliazione" al Partito Democratico, ipotesi esclusa subito dal vicesegretario Pd Guerini secondo il quale l'iscrizione di Verdini al Pd "non esiste in natura". La replica alle opposizioni (e anche alla minoranza Pd) è arrivata da Zanda, capogruppo dei senatori dem: "Paolo Romani, capogruppo Fi, sa bene che in Parlamento chi vota la fiducia al governo è in maggioranza, chi non la vota è all'opposizione. Romani sa anche bene che le vicepresidenze delle commissioni, per prassi, vanno in parti uguali a parlamentari di maggioranza e di opposizione. Non capisco quindi cosa Romani vada dicendo su fantomatiche nuove maggioranze in Senato".

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