Sondaggio choc il "no" alla riforma costituzionale in vantaggio. E Napolitano si sente "tradito" da Renzi...

. Politica

E' un fiorire di sondaggi su tutto e su chiunque, banche, governo e partiti ma su quello presentato come la madre di tutte le battaglie e cioè  il referendum sulle riforme costituzionali, c'e' il silenzio. Possibile? In realtà' dei sondaggi ci sono e sembra che siano stati, almeno per ora tenuti nel cassetto dalla Rai. Lo rivela Augusto Minzolini, giornalista ed ora senatore di FI sul Giornale. Eppure il trend dei favorevoli e contrari sarebbe moritonato in continuazione, almeno a scadenza mensile. Nel novembre scorso il 40% degli italiani non sapeva nulla della riforma del Senato, mentre tra quelli che ne erano al corrente il 31% avrebbe votato si', il 21% avrebbe votato no, con l'8% non intenzionato in ogni caso ad andare a votare. A gennaio, in base ad un campione esaminato la scorsa settimana, la situazione e cambiata. Di molto. Addirittura si e' capovolta. Il numero degli elettori completamente all'oscura del tema e' sceso al 30%, gli irremovibili del non voto sono rimasti quelli che erano e, con grande sorpresa di Renzi, i no si sono ritrovati ad avere 10 punti di vantaggio, rispetto a si'. Certo manca ancora molto tempo e tutto e' possibile. Ma probabilmente la lotta tra i due schieramenti sarà aperta fino all'ultimo, mentre all'inizio quella del referendum appariva poco più che una formalità per Renzi. Che si dice che stia cercando di spostare il voto a giugno per farlo coincidere con le amministrative. Per approfittare di una maggiore affluenza. Forse un errore Renzi l'ha fatto. Quello di chiedere lui per primo il referendum. Lui dice non per avere un plebiscito ma per etica di responsabilità. In realtà il voto al referndum (dopo che Renzi ha detto, se perdo  lascio, finisce la mia carriera politica) diventa inevitabilmente un voto anche e forse soprattutto su Renzi. Con molti che ci fanno la bocca… Gia' una volta un referendum costituzionale nel 2008 venne bocciato (le riforme errano meno radicali ma simili alle attuali) con al governo Prodi per bocciare il precedente governo Berlusconi. Insomma si butto' il bambino con l'acqua sporca. Ora quel fronte del no che mette insieme il diavolo e l'acqua santa, anti berlusconiani da sempre come Zagrebelsky&company, lo stesso Berlusconi, estrema sinistra e leghisti, cattolici conservatori e laici estremisti (Renzi li ha definiti uno spettacolo! Da guardare mangiando popcorn) in realtà come primo obiettivo hanno d mandare a casa, e vista l'occasione per sempre, Renzi. Probabilmente si giocano l'ultima carta da qui a vent'anni. Lo stesso Pierluigi Bersani appare stuzzicato. A chi gli chiede se speri nella vittoria del si, risponde sornione con il suo sorrisetto da buon emiliano, che poco ama i chiacchieroni toscani: "Ma chi l'ha detto che sono da quella parte della barricata?". Poi c'e' Re Giorgio (a Napolitano quel titolo non glielo toglie nessuno, e certamente non Mattarella che ha ripreso ad essere uno dei tanti presidenti) che comincia a sentirsi tradito da Renzi. Gli attacchi all'Europa, l'attacco all'austerità, e quelli più o meno diretti a Monti e Letta, lo hanno infastidito non poco, lui "inventore" di Monti e sostenitore del dogma "prima di tutto l'Europa". C'e' anche di più, Renzi contribuisce a quanti vogliono metterlo sul banco degli imputati della Storia. Allora eccolo Napolitano bofonchiare durante l'intervento in Senato di Renzi sulle riforme. Un suo amico di lungo corso il sentore di Ndc Luigi Compagna se ne accorge e gli dice: "Presidente ma l'hai voluto tu!". E lui gli risponde: "Caro Luigino, vedo che non sei bene informato…".

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