Veltroni, il padre del Pd: Renzi deve avere cura della storia della sinistra, "Il Pd, il contrario del partito della Nazione", "non diventi un pendolo"

. Politica

Walter Veltroni e' il padre del Pd, quello a vocazione maggioritaria (l'opposto di quello che arebbe il partito della Nazione), che lancio' nel 2007 al Lingotto di Torino. Poi perse le elezioni con Berlusconi, perché rinuncio' ai voti della sinistra estrema, in coerenza con la sua visione politica. Lui, che ha dato vita alla storia dei "fratelli-coltelli" con D'Alema, fin dai tempi del vecchio Pci, in un'intervista al Corriere, parla a tutto campo ed in particolare di Renzi. Lo guarda con curiosità, lo annusa quasi. Sente una profonda distanza, ma sembra volersi ancora fidare. Al contrario "dell'amico-nemico" con baffetti e tanta ironia. Veltroni ovviamente, come suo costume, la prende da lontano. "Ci sta succedendo quel che di più pericoloso possa accadere  a una comunità umana: stiamo perdendo la coscienza della storia", e' il suo esordio per spiegare una "democrazia in pericolo". "Negli Usa emergono i candidati delle ali radicali - spiega - in Francia il primo partito e' quello di Marine Le Pen. E l'Europa può saltare sui valori, a cominciare dalla libera circolazione delle persone".Il monito di Veltroni e' che noi pensiamo alla democrazia come come all'unica forma di governo possibile, ma non e' così. "Dobbiamo ritrovare il respiro, la forza di un senso collettivo, la vocazione a migliorare la vita di ciascuno", la sua ricetta per preservarla. Quanto alle riforme costituzionale, Veltroni si dice d'accordo, ma con prudenza: "E' un passo avanti il rafforzamento del governo, anche se non so se si vada anche verso un rafforzamento del controllo". Perché per l'ex segretario del Pd "Il Parlamento anziché essere uno strumento di cogestione com'e' ora dovrebbe diventare l'organo di controllo di un governo investito di un consenso popolare, determinato dal suo programma e dalle sue decisioni". Poi ritorna sulla sua visione del Pd: "E' il più forte partito europeo. Questa forza conferma le ragioni della sua nascita, e' possibile per la sinistra italiana avere una cultura maggioritaria. Non amo il dibattito sul partito della Nazione, il contrario della vocazione maggioritaria, perché riproduce l'errore di mettere insieme tutti pur di governare, come ai tempi dell'Unione, quando erano ministri Mastella e Ferrero. Il governo per noi e' un mezzo per trasformare il paese, non può essere il fine".  Ma Renzi e' di sinistra? "Renzi e' segretario di un partito di centrosinistra. Sinistra non e' una parolaccia. Il sentimento della sinistra esiste. Non parlo di quella conservatrice, ma di quella della legalità, del cambiamento sociale, dei valori. Non e' un armamentario del passato, e' l'anima del Pd. Della storia bisogna avere cura, altrimenti comincia una lenta diaspora, una perdita di consenso con conseguenze anche elettorali. Il Pd esprima un pensiero politico proprio, quello della cultura democratica, non diventi un pendolo che quando si sposta al centro perde voti a sinistra, e quando si sposta a sinistra perde voti al centro". Infine le Unioni civili: "Su questa tema la società e' molto più avanti rispetto alla politica, le relazioni umane non possono essere compresse dalle norme. Papa Francesco ha fatto grandissimi passi avanti".

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