Tre indizi fanno una prova per il Verdini "antropologicamente diverso". Verdiniani scoprono l'irrilevanza. Che fine faranno? Anche per Alfano, una fine da Fini?

. Politica

Come diceva Agatha Christie un indizio e' un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. Quindi Denis Verdini e' in maggioranza. Fa nascere appositamente un suo gruppo ( Ala) di transfughi da Berlusconi, dopo avere vagheggiato il patto del Nazareno, vota le riforme, due volte, in modo determinante e completa l'opera con il voto sulla non sfiducia a Renzi al Senato per la vicenda di Banca Etruria. Lui gongola, si sente personaggio, non ama affrontare i riflettori ma gli piace esserci sotto. Gode politicamente come un matto a farsi passare e ad essere creduto, un'eminenza grigia, anzi l'eminenza grigia. Non ha mai nascosto le sue origine massoniche, e l'amicizia con Gelli prima e con Carboni poi stanno li' a testimoniarlo. Arriva al Senato, chimera bianca, passo felpato nonostante la mole con i suoi mocassini di camoscio blu (simili a quelli di Briatore anche se senza nappine ed iniziali), camicia con gemelli d'oro, orologione da 50 mila euro d'ordinanza, Forse e' davvero convinto (povero illuso!) che nasca il partito della Nazione con Renzi, anche se si schernisce: "E no! Io non voto la fiducia al governo, io voto contro le due mozioni di sfiducia al governo. C'e' una bella differenza, eh?". Convinto lui. E tutto o quasi il Pd lo guarda, lo guarda e lo studia, meravigliato. Michele Gotor, bersaniano: "Guardate com'e' vestito, come cammina, Direi che e' antropologicamente diverso da noi". Poi spiega: "Noi in questa vicenda di banche e di sospetti, riceviamo un aiutino da un signore  che e' sotto processo accusato di truffa e bancarotta, di una banca di credito cooperativo non dell'Alaska, ma di Firenze…Posso aggiungere?". Così' Gotor prosegue: "Sempre Verdini e' sotto processo anche per un'altra vicenda, l'inchiesta sulla cosiddetta P3 e insieme a lui e' in tribunale anche Flavio Carboni, un personaggio terrificante secondo cui il governo sta in piedi solo grazie a Verdini…. Per tutto cio' mi chiedo perché Renzi non ha la forza di rifiutare simili imbarazzanti alleaze?". Allora tutto bene, la ciambella con il buco per i 15 verdiniani che ora pensano solo al loro posto futuro? Macche', i dubbi, circolano e molti. E sono anche ottimisti a vedere una sia pur piccolo spiraglio per i "proni del centrodestra". Che sono dei "traditori" politici lo sanno bene, perché hanno tradito la fiducia dei loro elettori. Certo non possono pensare di tornare indietro. Ormai i "ponti son saltati". Allora il loro futuro politico dipende solo da Renzi, cosi' anche per Alfano ed i suoi uomini. Anche se la storia e' diversa, e non corra buon sangue tra Verdini ed Alfano, le similitudini sono tante. Gli uomini di Verdini tra loro dicono "Speriamo che Matteo non ci freghi". "Renzi ci ha  promesso che cambia l'Italicum e che non si vota prima del 2018. E se invece non cambia l'Italicum, e in questo caso saremmo rovinati, e si va alle urne nella primavera del 2017 sull'onda della vittoria referendaria?". In quel caso non ci sarebbe nessun rimpasto o governo nel quale Ala potrebbe entrare, ma soltanto le elezioni con la nuova legge elettorale. E' vero, hanno ragione, sarebbero fregati. Ma si illudono. Basta guardare il realizzarsi, molto difficile, del loro desiderata. Renzi cambia la legge elettorale in favore delle coalizioni anziché dei partiti. Il Pd potrebbe mai avere in coalizione Verdini od anche Alfano? Non li vorrebbe la sinistra dem. Ma soprattutto ed e' quello a cui guarda Renzi non li vogliono gli elettori. Per il Pd Verdini od Alfano sarebbero solo zavorra che farebbe perdere una valanga di voti. Come detto, inutile guardasi indietro. Ed allora presentarsi da soli alle elezioni? Ma Alfano se ci riesce arriva al due per cento ed e' fuori perché serve minimo il 3% e Verdini stenterebbe a raccogliere tutti i voti di amici e famigli. Una fine da Fini. Il tradimento non paga. Al massimo Renzi in segno di amicizie e gratitudine porte offrire ai due un paio di seggi a testa.  Con malizia nel nuovo Senato, che nulla conterà. 

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