Renzi chiede per l'Italia di aggiungere un posto a tavola, la Merkel fa la gnorri e per ora gli offre solo tonno marinato e gnocchi di semolino

. Politica

L'atteso incontro a Berlino tra la Merkel e Renzi doveva servire per il premier italiano anche a misurare la distanza tra ambizioni e realtà. Il New York Times nel presentare l'appuntamento rilevava come Renzi "puntasse ad avere un ruolo al tavolo dell'Europa". L'Italia ha dato molto all'Europa, ma sicuramente non la leadership. Renzi vorrebbe spezzare l'asse franco-tedesco che ha storicamente guidato le decisioni del vecchio continente. Od almeno di avere voce in capitolo come e quanto Hollande. Difficile riuscirci in un giorno, ma questa e' la strada intrapresa dal premier. Con la Merkel, che con la solita sobrietà e toni cortesi uniti pero' ad una fermezza di fondo, ha offerto all'ospite italiano un menu' invitante anche se poco tedesco a parte il vino: tonno marinato, merluzzo e ravioli, gnocchi di semolino, molto romani, e ciliegie al rum. Ma di posti fissi al tavolo europeo nemmeno a parlarne. Aveva ragione Paolo Mieli, che nel commentare l'incontro, prevedeva tante belle parole finali, riconoscimenti reciproci, ma anche nessuna vera decisione. Più punti di contatto che di divisione", "anche se alcune posizioni restano distanti" commenta Renzi dopo il laccia a faccia nel Kanzleramant. C'e' uno spirito europeo che ci unisce, nella consapevolezza della necessita dell'Ue", risponde la Merkel, continuando nella fuffa ufficiale. L'incontro e'stato comunque più teso rispetto a quando Renzi varco' per la prima volta la soglia del palazzo della cancelleria all'indomani dell'inizio del suo mandato. Allora Renzi e la Merkel sembravano due sposini freschi di nozze, e si attirarono anche qualche ilarità'. Oggi sul tavolo del confronto pesavano fascicoli importanti, delicati e non eludibili: migranti, flessibilità, applicazione delle regole e sanzioni alla Russia. E nessuno e' stato archiviato, con la scritta "pratica risolta". Sui migranti la Merkel insiste nel chiedere a Renzi i tre miliardi per la Turchia. E lui continua a dire "Va bene pago, ma stiamo aspettando che Bruxelles ci risponda sulla nostra richiesta di non inserire questi soldi nel patto di Stabiita'". Poi Renzi ha voluto informare la cancellieria che l'Italia si e' messa a posto sulla registrazione di impronte e foto dei migranti. Con registrazioni arivate al 100%. Sulla flessibilità Renzi ha insistito sul fatto che non ci debbano essere due pesi e due maure. Poi:"Nessuno mette in dubbio  che il debito italiano debba scendere. Anche se ha caratteristiche che non destano preoccupazione. La flessibilità e' una condizione dell'elezione di Juncker. L'Italia non crede che si possa tornare a politiche allegre, ma l'austerità da sola non può bastare". E qui la Merkel se ne e' lavata le mani rimandando la palla a Bruxelles: "Non mi immischio in queste cose. E' compito della Commissione decidere l'interpretazione".  Insomma una sorta di scaricabarile su Juncker, al quale vengono addossate le responsabilità dell'impasse.  Anche una battutina da buon toscano su  Juncker, che non si e' ancora degnato di rispondere al'Italia, sulle richieste per dare i fondi per i migranti alla Turchia, Renzi non se l'e' risparmiata: "In Commissione europea sono molto impegnati ma trovano sempre le occasioni di fare conferenze stampa, quindi troveranno tempo anche per questo…". Infine un'altra frecciatina di Renzi, quella alla "coalizione di volenterosi" che include Belgio, Lussemburgo, Olanda, Austria, Francia e Germania sui migranti: "Noi facciano parte di una coalizione, non so se di volenterosi o di obbligati, ma siamo stati in prima linea quando c'erano da salvare  dei bambini in mare". Arrivederci al prossimo pranzo, ma senza posto fisso a tavola...

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