Renzi ancora contro l'UE: ok aiuto alla Turchia ma sui migranti a Bruxelles c'è una "perversione burocratica".

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Si scioglie con il sì di Renzi il nodo degli aiuti italiani alla Turchia perchè Ankara blocchi la migrazione dei profughi siriani verso l'Europa (300 milioni di euro la nostra quota sui tre miliardi di euro complessivi), una polemica che ha infiammato il clima tra Roma e Bruxelles nelle ultime settimane. Ma insieme all'ok italiano - che era stato sollecitato anche de Angela Merkel nell'incontro un pò freddino di venerdì scorso -  è arrivata anche una nuova stoccata di Renzi ai tecnocrati dell'Unione accusati di fare distinzioni "perverse" tra migranti di serie A e di serie B sull'emergenza profughi. Una nuova bordata dopo la precisazione della Commissione, su richiesta italiana, che gli aiuti dei paesi  Ue alla Turchia erano già stati considerati come fuori deficit dal dicembre scorso. "A questo punto - ha replicato Renzi - noi daremo il nostro contributo alla Turchia per salvare esseri umani. E faremo ogni sforzo per salvare vite umane nel Mediterraneo: abbiamo salvato, e continueremo a farlo, migliaia di vite mentre l'Europa si girava dall'altra parte. Prima del patto di stabilità c'è un patto di umanità". "Noi pensiamo che tutti i migranti siano uguali. Pensare di considerare in modo diverso le spese per salvare i bimbi eritrei mi sembra assurdo, solo una perversione burocratica. Ma noi, nonostante i professionisti della polemica provino a rilanciare ancora da Bruxelles come se ci fossero vite di serie A e di serie B - ha concluso - non cadiamo in provocazioni". In sintesi il premier italiano, da oggi in visita per due giorni in Africa occidentale (Nigeria, Ghana e Senegal) si dice dispiaciuto "nel vedere un'Europa in mano a polemiche del tutto assurde e pretestuose. Combattiamo per una Unione che non sia dettagli e banalità tecniche ma spirito e passione". Ad Abuja, nell'incontro con il premier nigeriano Buhari, che guida un paese impegnato in una guerra senza quartiere contro il gruppo terroristico di Boko Haram, Renzi ha toccato anche questo tema. "Voglio esprimere tutta la nostra amicizia per i tragici eventi di ieri" ha detto il premier italiano riferendosi agli ultimi attentati di Boko Haram. "Distruggeremo i terrorismi con determinazione perché i nostri valori, le nostre idee sono troppo profonde per essere bloccate da queste persone" ha aggiunto. Ma prima di lasciare l'Italia il premier e segretario Pd aveva trovato modo nella sua e-news agli iscritti Dem di parlare di Europa ma anche di politica interna "Le cose sono cambiate. Le riforme sono leggi e dopo tre anni di recessione è tornato il segno più nei fondamentali economici. Possiamo tornare a fare il nostro mestiere, dunque. E il nostro mestiere è guidare l'Europa non andare in qualche palazzo a Bruxelles a prendere ordini". Quanto agli attacchi delle opposizioni, Renzi ha scritto: "Siamo ancora qui. Nel senso che la mozione di sfiducia - anzi, le mozioni di sfiducia, perché ne hanno fatte due, non badano a spese quelli dell'opposizione - non è passata. Non sono passate. In Senato ho dovuto contenermi, mantenendo un certo ruolo istituzionale e non potendo dire tutto quello che avrei voluto dire: ma per chi ha un quarto d'ora di tempo da perdere, qui c'è il video. Con le risposte alla tante polemiche strumentali e sterili di queste settimane sulle banche e sul Governo". "Nel frattempo, - ha aggiunto - a ogni voto in Senato, i numeri delle opposizioni diminuiscono. Credo sia il segno più evidente del fatto che la tecnica di spararla grossa, di fare polemica per il gusto della polemica, di attaccare a testa bassa a livello personale ignorando la realtà non soltanto non funziona. Ma è controproducente. Ogni volta che si vota in Parlamento, le opposizioni perdono pezzi, senza che noi facciamo niente. Fanno tutto da soli, è incredibile. Il disfattismo non paga, prima o poi se ne accorgeranno anche loro. Ma non c'è fretta: loro pensino pure alle varie macchine del fango, noi pensiamo all'Italia".

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"Siamo ancora qui", le "sfiducie non sono passate" e "in Senato ho dovuto contenermi, mantenendo un certo ruolo istituzionale e non potendo dire tutto quello che avrei voluto dire": si chiude con questo "pensierino della sera" l'eNews di Matteo Renzi, sottolineando che le "opposizioni perdono pezzi" da sole quando attaccano "a testa bassa" ignorando la realtà: "Il disfattismo non paga". 

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